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Cure non stop è boom negli Usa

Diminuisce la degenza in ospedale, aumenta la richiesta di servizi sanitari e specialistici. Che interessano più di nove milioni di americani. Un grande business per le società private che offrono ass

di Sergio Lucchetti

New York. Negli Usa la durata media della degenza ospedaliera è in calo (era pari a 5,4 giorni nel ?96), mentre aumentano i servizi sanitari paralleli. Fra questi l?home care è uno dei più diffusi, anche se dopo la scoperta di alcuni abusi a danno delle compagnie di assicurazione medica il settore deve ora fare i conti con la sua stessa immagine, e la conseguente intensificazione dei controlli federali con relativo indurimento della normativa in materia. Nato per aiutare la ripresa dei pazienti dopo i ricoveri ospedalieri, e per ridurre i costi di questi ultimi, l?home care è un fenomeno che interessa annualmente 2,7 milioni di persone come assistiti e almeno 500 mila fra infermieri e tecnici. Sei milioni e mezzo di assistiti speciali Circa 6,5 milioni di americani hanno invece bisogno di assistenza in qualcuna delle funzioni quotidiane e il numero è destinato a raddoppiare nei prossimi vent?anni. Per molti di loro, si sta sviluppando l?assisted living, cioè l?assistenza agli anziani che non vogliono o non possono vivere in un ospizio i loro ultimi anni di vita e che non possono limitarsi semplicemente all?assistenza fornita dagli specialisti dell?home care. L?assisted living si caratterizza soprattutto per essere quasi completamente gestito da società private che costruiscono abitazioni ?a misura di anziano? con servizi centralizzati e assistenza sanitaria 24 ore su 24, e costi considerati inferiori a quelli dell?home care. Anche in questo ultimo settore, però, le funzioni si stanno trasformando: oggi solo il 34% degli assistiti da home care è considerato in una fase di convalescenza post-ospedaliera, mentre il 33% è oggetto di cure a lungo termine spesso sul fronte delle malattie respiratorie, e il restante 33% richiede assistenza per problemi medici complessi e quindi non curabili individualmente o in ambulatorio. Uno studio della Kaiser Family Foundation ha rilevato nei mesi scorsi le dimensioni del fenomeno, ma anche i suoi punti di tensione. Innanzitutto, lo studio rivela che i pazienti che ricevono più di 200 visite all?anno nell?ambito di un programma di home care corrispondono al 10% degli assistiti, ma sono anche pari al 43% della spesa complessiva nel settore. La stessa cifra era nel ?91 pari al 20% della spesa complessiva, e questo spiega il forte aumento dei costi d?assistenza. Indicativa è anche la percentuale dei pazienti da oltre 200 visite curati da società di assistenza sanitaria a fini di lucro: il 56% del totale, mentre complessivamente queste stesse società hanno solo il 37% del mercato della home care. Sotto la soglia della povertà La radiografia della Kaiser Foundation permette di stabilire anche che l?80% di chi necessita di home care con grande frequenza è rappresentato da americani che vivono vicino o al di sotto del livello di povertà, mentre la stessa percentuale è del 70% per l?home care in genere. A livello di assistenza sanitaria pubblica, il servizio sanitario americano spende il 9% del suo budget complessivo in home care e nel ?97 questa cifra ha raggiunto la quota dei 19 miliardi di dollari. Il tutto a fronte di una crescita media annua del 29% negli ultimi cinque anni: un ritmo di crescita quasi quattro volte superiore a quello delle visite ambulatoriali o dei ricoveri ospedalieri. Anziani in continua crescita Le società che operano sul fronte dell?home care sono in genere relativamente piccole e operano su base locale. Simili sono invece i servizi forniti: terapie per la respirazione, terapie di infusione e noleggio o vendita di apparecchiature mediche per uso domestico. Per il futuro la crescita del settore dovrebbe proseguire a ritmi sostenuti, se non altro per fattori demografici. Basti pensare al morbo di Alzheimer che ha colpito finora 4 milioni di americani, uno ogni dieci fra chi ha superato i 65 anni di età e uno su due fra chi ha superato gli 85. Attualmente il 70% di loro vive in casa e ha bisogno di assistenza. E tutte queste percentuali sono destinate a crescere.


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