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Di corsa contro il cancro: 7 giorni su e giù per l’Italia

Le staffette solidali di Run4hope partiranno in contemporanea da tutte le regioni d’Italia sabato 6 maggio e il testimone arriverà a destinazione il 14 maggio, giornata dell’azalea dell'Associazione italiana contro il cancro-Airc. Ecco perché sport, solidarietà e ricerca scientifica sono un connubio perfetto

di Nicla Panciera

Sarà dedicata alla lotta contro il cancro femminile di Airc la terza edizione della Run4Hope Massigen 2023, la staffetta nazionale della solidarietà che sabato 6 maggio prenderà il via in contemporanea in tutte le regioni italiane e terminerà il 14 maggio. In alcuni casi, i podisti arriveranno direttamente in una delle 3800 piazze dove saranno accolti dai volontari impegnati nella distribuzione delle Azalee della ricerca di Airc. Le venti staffette regionali saranno composte dai membri di vari gruppi sportivi e reparti dell’esercito, dell’aeronautica e della marina ma, come ci spiega Massimo Giammetta, presidente di Run4Hope Italia Onlus, «tutti possono partecipare, anche singolarmente, iscrivendosi sul sito correndo liberamente per tutto il mese di maggio oppure contattando qualche società sportiva. Lo spirito dell’evento non è la competizione sportiva, ma la solidarietà». Giammetta esprime soddisfazione per la rapida crescita dell’iniziativa: «Questa terza edizione vedrà la partecipazione di circa 40mila persone, grazie alle molte attività collaterali, organizzate localmente, legate alla corsa e non solo. In molti si sono dati da fare, a partire dalla Federazione di atletica Fidal ma anche gruppi e associazioni». Ogni euro donato andrà ad Airc perché «tutte le spese vive organizzative saranno coperte dai vari sostenitori privati, è una formula che funziona».

Per coinvolgere i donatori, proponiamo loro attività che già amano fare e che farebbero comunque. L'esistenza di una buona causa non farà che aumentare il piacere

Niccolò Contucci, Chief fundraising officer di Fondazione Airc

I podisti sono un popolo generoso che si mobilita facilmente. In generale, come spiega Niccolò Contucci, Chief fundraising officer di Fondazione Airc, «la solidarietà deve essere mobilitata e incentivata. Oltre a dare prova ai donatori di investire bene, la strada per il coinvolgimento è di proporre loro attività che già amano fare e che farebbero comunque. Il fatto che ci sia una buona causa non farà che aumentare il piacere». In secondo luogo, oltre alla reputazione di Airc, «c’è il fatto che moltissime persone hanno un’esperienza personale o di un proprio caro con il cancro, che può avere avuto un esito fausto o infausto, e hanno capito che per creare la medicina che ancora non c’è bisogna finanziare la ricerca scientifica migliore. Airc è una funding agency indipendente, rigorosa, meritocratica e ha una sistema di valutazione internazionale, senza conflitti di interessi senza vincoli politici o di altra natura. Oggi, grazie al grande lavoro della ricerca nei decenni scorsi, la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi ha raggiunto il 65% per le donne e il 59% per gli uomini». Anche per questo, Airc ha sostenitori fedeli che non cessano di donare anno dopo anno e spesso decidono anche di lasciare parte della propria eredità, con un lascito testamentario: «Negli esercizi 2021-2022, i lasciti hanno superato i 30 milioni di euro, circa 240 lasciti l’anno; è una decisione profondamente meditata e ragionata che dà un senso di compiutezza a chi la compie, nel 90% dei casi donatori di lunga data».
Anche grazie ai quattro milioni e mezzo di sostenitori di Airc, la ricerca ha fatto passi da gigante. La prima edizione della Run4hope si sono raccolti 60 mila euro. Questa volta, si punta ai 100 mila euro dalla corsa e 10 milioni di euro dalle azalee. Ammette Contucci: «Raramente ho visto 40 mila persone mobilitate in una stessa manifestazione in così poco tempo».

Volevo creare un grande evento nazionale di solidarietà, per restituire qualcosa alla collettività. Allora, niente di più appropriato di una staffetta, impresa che beneficia del contributo di tutti quanti, nessuno escluso

Massimo Giammetta, presidente di Run4Hope Italia Onlus

Il giro d’Italia podistico a staffetta raccoglierà di tappa in tappa fondi a sostegno, ad anni alterni, di Fondazione Airc e di Ail Associazione Italiana contro le Leucemie – Linfomi e Mieloma Onlus. «Due realtà d’eccellenza del nostro paese e con una capillare presenza sui territori» commenta Massimo Giammetta «è solo questione di impegno e di tempo, la ricerca porta a risultati; per questo, promuoviamo una massiccia scesa in campo da parte di tutti. Ognuno deve fare la propria parte». Giammetta è un imprenditore e con Massimo Cocco, vicepresidente della Run4hope, ha fondato il Gruppo Sicura operante nel settore della sicurezza sul lavoro e poi Maskenada, azienda di investimenti e sviluppo immobiliare, di cui è titolare. L’intraprendenza al servizio della solidarietà: «Volevo creare un grande evento nazionale di solidarietà, per restituire qualcosa alla collettività. Allora, niente di più appropriato di una staffetta, impresa che beneficia del contributo di tutti quanti, nessuno escluso». La Onlus Run4Hope ha deciso di dedicare le staffette di Lombardia, dove viveva e lavorava, e dell’Emilia-Romagna, dove vive la sua famiglia nel modenese a San Prospero, alla memoria della giornalista Francesca Barbieri con il motto #GrazieFraintesa.

In Lombardia, sabato 6 maggio la prima tappa partirà da Milano e arriverà a Lodi passando per Pavia. Il via è fissato alle 11 in via Brera a Milano e a fare da apripista sarà l’Ortica Team, società sportiva sempre molto sensibile alle cause solidali: «Abbiamo aderito senza esitazioni, per uno spirito civico che ci accomuna tutti, oltre naturalmente alla grande passione per la corsa» racconta il presidente della società sportiva Gianfranco Gallotti «Per quanto modesto possa essere il contributo di ciascuno, speriamo di aiutare chi ha bisogno di sostegno».

Abbiamo aderito senza esitazioni, per uno spirito civico che ci accomuna tutti, oltre naturalmente alla grande passione per la corsa. Speriamo di aiutare chi ha bisogno di sostegno

Gianfranco Gallotti, presidente dell’Ortica Team

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