Idee Aree interne

Montegiovi, il paese che non vuole morire in cammino verso il Vaticano

Sabato 30 agosto parte il “pellegrinaggio” di sette abitanti del piccolo paese toscano di Montegiovi, con arrivo previsto a Roma sabato 13 settembre. Chiederanno udienza al Papa e aiuto per riparare la canonica del paese a rischio crollo, simbolo di una comunità che potrebbe scomparire. Una processione che sarà raccontata in un docufilm e che interroga sul destino delle aree interne

di Flaviano Zandonai

Chissà se qualcuno dei vescovi firmatari della lettera aperta al Governo e al Parlamento italiano sulle aree interne vorrà sostenere questa iniziativa. E chissà cosa ne direbbe il filosofo Byung Chul-Han che in uno dei suoi libri denunciava “La scomparsa dei riti”. Sta infatti per partire un particolare pellegrinaggio da un piccolo paese (150 abitanti) della provincia di Grosseto, Montegiovi, con destinazione Roma, precisamente la Città del Vaticano.

L’obiettivo? Incontrare il Pontefice per perorare la causa della canonica ormai in stato di abbandono e a rischio crollo, affinché possa (ri)diventare luogo di comunità in un paese dove la comunità sta scomparendo. La processione sarà composta da una delegazione di sette abitanti accompagnati da due asini e dalla statua – portata sulle spalle dagli umani – di Santa Caterina, patrona di Montegiovi e dell’Italia intera. Membro della delegazione è anche il regista Davide Tisato, originario del paese e ritornato a viverci, che ne ricaverà un documentario sostenuto da una co-produzione italo elvetica (Articolture e Cloud Fog Haze Picture), giocando quindi un ruolo di “osservatore partecipante”.

Il regista Davide Tisato.

Questa processione – che sarà possibile seguire anche sui social – interroga su questioni di grande attualità. La prima riguarda il destino delle aree interne, rispetto alle quali questa iniziativa rappresenta una sorta di chiamata di ultima istanza. Appare come l’ultimo sforzo da parte di un gruppo di abitanti per richiamare l’attenzione e soprattutto per chiamare all’azione rispetto alla sopravvivenza della propria comunità e del proprio territorio. Dopo potrebbe mancare quella forza del desiderio – prima ancora delle risorse economiche e degli impegni istituzionali – non tanto di salvare il salvabile ma di ricominciare un nuovo ciclo di vita e di sviluppo. E quindi, utilizzando qualche termine preso dal linguaggio etico e religioso, avverare quella sorta di profezia contenuta nella nuova strategia nazionale sulle aree interne dove si sostiene che in alcuni casi è meglio “lasciar perdere” i territori evitando accanimenti e accompagnandoli all’eutanasia.

La canonica a rischio crollo.

La seconda questione riguarda il mezzo utilizzato per sostenere la causa e quindi il rito, arcaico e religioso, del pellegrinaggio. In una fase storica in cui i processi sociali sono spesso by design, cioè artificiali nel modo in cui sono condotti e partecipati, riprendere un rito che, al tempo stesso, è così carico di significati e così esposto a forme di rappresentazione che ne possono svuotare i significati più profondi rappresenta un’importante sfida di senso. Sarà interessante, da questo punto di vista, guardare alla capacità e sensibilità in sede di documentazione del percorso per vedere se riuscirà a tirar fuori e salvaguardarne il carattere “autentico”, qualificandosi quindi come una vera e propria produzione a impatto sociale.

E sarà interessante osservare il ruolo della chiesa cattolica nei confronti di questa iniziativa. Sia come istituzione religiosa che ha codificato e diffuso questo rito, sia come istituzione territoriale che, assieme a poche altre, ancora prova a mantenere, anche se con crescente fatica, antenne sociali capaci di fare presidio e coesione nelle aree interne.

Il cammino attraverserà la bassa Toscana e la Maremma, fino alla Tuscia e alle zone del viterbese, per approdare ai colli romani e finire in Vaticano, dove il gruppo cercherà udienza dal Papa. A Castell’Azzara (Grosseto), lunedì 1° settembre dalle 18,30 si terrà un incontro pubblico con le comunità locali per discutere delle conseguenze sociali ed economiche dello spopolamento. A Blera (Viterbo), sabato 6 settembre dalle 18,30 ci sarà un altro dibattito con gli abitanti del luogo sullo stato delle politiche e delle iniziative locali per risollevare le aree interne. Il viaggio proseguirà per entrare in Vaticano la mattina di sabato 13 settembre.

Al loro fianco ci saranno anche due asinelli e la statua di Santa Caterina, che avrà con sé una borsa, pronta a riempirsi di lettere e richieste di chi, lungo il cammino, vorrà accompagnare i pellegrini e donare un pensiero per il proprio paese.

Le fotografie sono dell’ufficio stampa del docufilm “Il nostro miracolo” e ritraggono alcuni dei personaggi

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