Politica

L’autonomia differenziata? Rischia di penalizzare i più fragili

«L’assenza di risorse dello Stato, lasciando tutto alle risorse territoriali, non consentirà di garantire i livelli essenziali delle prestazioni», dice Vincenzo Falabella, presidente della Fish

di Redazione

L’approvazione in Senato del disegno di legge sull’autonomia differenziata incide anche sui livelli essenziali di prestazione. Le Regioni potranno trattenere il gettito fiscale legato alle erogazioni dei servizi per l’utilizzo di quelle risorse sul proprio territorio: questo, però, potrebbe portare ad un ulteriore squilibrio, con le Regioni più povere con minore capacità di spesa. Tra queste, ci sono quelle del Mezzogiorno.
Il disegno di legge 615 prevede che le funzioni autonome agli enti regionali potranno essere attribuite dopo l’approvazione dei Lep, i livelli essenziali delle prestazioni, dall’istruzione al lavoro alla salute. Questo passaggio è atteso dal 2017.
«L’assenza di risorse dello Stato, lasciando tutto alle risorse territoriali, non consentirà di garantire i servizi minimi, aumentando, di fatto, le disparità territoriali e tra i cittadini. Saranno i più vulnerabili, e tra loro le persone con disabilità, a pagare, ancora una volta, in termini di welfare e diritti. Come avevamo detto lo scorso anno sarebbe più giusto lavorare più che sull’autonomia differenziata, sull’autonomia solidale. In questo senso lo Stato dovrebbe sostenere le Regioni in maggiore difficoltà», dice il presidente di Fish, Vincenzo Falabella.

Foto di svklimkin da Pixabay


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