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Ricerca & ambiente

Perché Scienza fa rima con Pianeta

Il 29 settembre torna la Notte Europea dei Ricercatori, in 26 paesi. In Italia circa 400 appuntamenti durante la Settimana della Scienza, dal 23 al 30 settembre, per scoprire, come racconta il fisico Matteo Martini, che la ricerca «che ci piace, aperta a tutti, divertente, accessibile, risolutiva, che abbraccia tutte le età», E ci parla di Green Deal

di Ilaria Dioguardi

«La Notte Europea dei Ricercatori è un evento che vuole avvicinare tutti alla scienza e ai ricercatori, facendo toccare con mano la scienza alle persone», dice Matteo Martini, presidente dell’associazione Frascati Scienza, professore di fisica sperimentale all’Università Guglielmo Marconi e ricercatore.

Com’è nata in Italia la Notte Europea dei Ricercatori?

Nel 2006 si decise di aprire le porte dell’Istituto nazionale di fisica nucleare – Infn di Frascati, per far capire alle persone come si lavora all’interno di un ente di ricerca. Tra Frascati e Tor Vergata, si trova una delle più grandi aree di ricerca di Europa, in pochi chilometri ci sono l’Infn, l’Agenzia Spaziale Europea – Esa l’Agenzia Spaziale Italiana, il Centro Ricerche Enea (uno dei maggiori centri di ricerca a livello nazionale e internazionale dedicato allo studio e allo sviluppo nei campi della fusione nucleare, delle sorgenti laser e degli acceleratori di particelle). L’iniziativa ebbe un successo enorme, si decise di ripetere l’iniziativa aprendo anche altri centri di ricerca. Dal 2008 con l’associazione culturale Frascati Scienza, ente del Terzo settore, organizziamo la Notte Europea dei Ricercatori e ci siamo dati un obiettivo: creare un collegamento tra il mondo della ricerca, le istituzioni e la società civile, per far sì che le informazioni relative alla ricerca scientifica, alle scoperte, alle innovazioni potessero arrivare in modo comprensibile alle persone. L’iniziativa, anno dopo anno, è uscita fuori dai confini comunali e regionali. Oggi, alla nostra diciottesima edizione, organizziamo circa 400 eventi in 35 città, con enti e comuni di tutta Italia che si mettono a disposizione per far sì che la ricerca possa arrivare alle persone. Vogliamo far scoprire la ricerca che ci piace, aperta a tutti, che parla a tutti, che abbraccia tutte le età, divertente, accessibile, risolutiva.

Gli eventi che, inizialmente, erano concentrati in una notte ora sono molti di più, in un’intera settimana?

Da una decina di anni abbiamo inserito la Notte Europea dei Ricercatori, che si celebra ogni anno l’ultimo venerdì di settembre, in una settimana di eventi, la Settimana della Scienza, quest’anno dal 23 al 30 settembre: dal lunedì al venerdì dedichiamo le mattine alle scuole, i pomeriggi al pubblico. Durante la Notte Europea dei Ricercatori gli eventi sono numerosi e rivolti a tutte le persone fino a tarda notte.

Qual è il valore della Settimana della Scienza?

Avvicinare i cittadini alla scienza e alla ricerca scientifica, ma soprattutto ai ricercatori è uno degli aspetti che curiamo da sempre. Cerchiamo di presentare il ricercatore vicino alla gente. Attraverso le nostre attività, vogliamo avvicinare i giovani, in particolare le ragazze, alle carriere scientifiche, uno degli aspetti importanti della nostra manifestazione è quello del gender variety delle facoltà Science, Technology, Engineering, Mathematics – Stem. In Italia e in molti paesi del mondo, la partecipazione delle ragazze nelle materie scientifiche è molto più bassa rispetto a quella dei ragazzi. Avvicinando i giovani, divulghiamo la cultura scientifica. Soprattutto negli ultimi anni post-Covid, la scienza ha un po’ scricchiolato per come è stata percepita dalla società civile, il nostro ruolo è diventato ancora più importante per cercare di rinsaldare la fiducia delle persone nei confronti della scienza.

Matteo Martini, presidente dell’associazione Frascati Scienza, professore di fisica sperimentale all’Università Guglielmo Marconi e ricercatore

Perché sono poche le ragazze che scelgono di studiare le materie Stem?

Ancora oggi, se si cerca su un motore di ricerca “gioco bambine” esce fuori la cucina, il ferro da stiro, se si cerca “gioco bambini” si propone il trapano, il laboratorio di chimica. Qui inizia l’errore. Dobbiamo lavorare sugli insegnanti nelle scuole e con attività mirate, da quando sono molto piccoli, cercando di far emergere le capacità, soprattutto delle femmine, nel coding, nelle materie scientifiche, nelle applicazioni tecnologiche. Le bambine nel coding spesso sono più brave dei bambini, hanno capacità diverse. Deve diventare naturale la parità di genere, sin da quando sono piccoli. È un percorso lungo ma ci stiamo lavorando tanto e ci riusciremo. Gi insegnanti spesso sono della stessa generazione dei genitori, ci sono delle resistenze sociali, non ne ha colpa nessuno. Dobbiamo far crescere i bambini con la consapevolezza che ognuno può seguire liberamente le proprie aspirazioni.

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In che modo avvicinate ragazze e ragazzi alla scienza?

Tutto l’anno svolgiamo degli eventi nelle scuole, sempre nell’ambito della Notte europea dei ricercatori. Durante la Settimana della scienza classi di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado, vengono a fare delle attività handsome. I bambini e ragazzi toccano con mano la scienza, vestono i panni dei ricercatori, non ascoltano passivamente ma imparano giocando. Questa è la metodologia che Frascati Scienza ha perfezionato sempre di più e che porta un importante valore aggiunto nella didattica scolastica. Le scuole hanno da sempre problemi a fare ore di laboratorio, per mancanza di tempo e di strutture. Le nostre attività, per molte scuole, sono diventate parte integrante dei programmi didattici, riescono a fornire degli importanti stimoli. L’anno scorso abbiamo coinvolto oltre 500 studenti, hanno partecipato all’organizzazione della Settimana della scienza, hanno potuto assistere alla preparazione di tutte le sfaccettature di un evento così grande.

Perché la Settimana della scienza si ispira al Green Deal europeo?

La Commissione europea chiede, ogni anno, che i progetti della Notte Europea dei Ricercatori abbiano degli obiettivi tra cui, come dicevo, avvicinare i giovani alle materie scientifiche, ridurre il gender gap e gli stereotipi sui ricercatori. Inoltre, ogni progetto deve focalizzare la sua attenzione su un tema principale tra quelli di interesse per la Commissione europea. Nel nostro caso, ci siamo concentrati sul Green Deal europeo. Il tema del nostro progetto è heaL thE plAnet’s Future – Leaf–, Prendiamoci cura del futuro del pianeta. Le attività realizzate durante la Settimana della Scienza sono rivolte ai pilastri del Green Deal europeo, parliamo ai giovani di mobilità sostenibile, auto elettrica, sana alimentazione, biodiversità, conservazione dell’ecosistema. Aspetti che oggi sono di estrema importanza per tutti. Il nostro scopo è far comprendere questi temi, che spesso sono abusati anche a livello di comunicazione, facendo giocare le persone con i ricercatori che scendono in strada. È un’occasione per fare divulgazione vera. Da anni abbiamo abolito le conferenze, i ricercatori stanno in mezzo alle persone, rispondono a tutte le domande, fanno esperimenti e si divertono. Alcuni dei ricercatori erano ragazzini che, nell’arco di 18 anni della Notte Europea dei Ricercatori, si sono laureati, oggi sono ricercatori e sono entrati nell’organizzazione dell’evento.

In 18 anni ha notato che i temi legati all’emergenza climatica, all’ambiente sono percepiti in modo diverso dal pubblico?

I giovani sono molto più preparati sui temi ambientali, li sentono loro. Le persone più grandi sono meno preparate e meno sensibilizzate. I ragazzi sono cresciuti con i problemi ambientali, vengono agli eventi per approfondire. Per quanto riguarda gli adulti, però, notiamo un interesse crescente.

Le attività realizzate durante la Settimana della Scienza sono rivolte ai pilastri del Green Deal europeo, parliamo ai giovani di mobilità sostenibile, auto elettrica, sana alimentazione, biodiversità, conservazione dell’ecosistema.

— Matteo Martini

Durante l’anno, la Settimana della Scienza continua?

Nei nove mesi precedenti la Settimana della Scienza, facciamo Researcher@school. La Commissione europea ha voluto ridurre ancora di più le distanze tra il mondo della ricerca e le istituzioni scolastiche, introducendo un nuovo work package, gruppo di lavoro interno al progetto, dedicato ad azioni speciali con focus sulle scuole. I ricercatori fanno delle attività con le classi, si concludono con dei momenti finali durante la Settimana della Scienza. Grazie a finanziamenti che otteniamo con bandi regionali, nazionali, europei, noi di Frascati Scienza continuiamo a svolgere iniziative nel corso dell’anno per continuare l’opera di disseminazione che facciamo durante la Notte dei Ricercatori.

Tra le centinaia di appuntamenti in programma, le va di suggerirne un paio?

Per tornare al tema della parità di genere legata alla scienza, “I farmaci sono maschilisti” organizzato dall’Università di Parma accende la luce su un aspetto poco conosciuto. La differenza di genere è un argomento di cui sentiamo molto parlare, ma il fatto che molti farmaci (anche quelli per donne) sono testati soltanto sugli uomini, quando donne e uomini possono avere aspetti collaterali e allergie diversi, colpisce e fa pensare, nell’ottica della medicina personalizzata. Abbiamo dei progetti europei in corso che si occupano di sviluppare una medicina in funzione della persona. Tra medicina personalizzata e i test dei farmaci effettuati solo sugli uomini c’è una discrasia molto importante. L’Università degli Studi Roma Tre organizza “A tu per tu con ChatGPT e l’IA generativa”. Si è parlato tanto di intelligenza artificiale, molto spesso sui media si trova un minestrone di concetti, non si focalizza il punto, si tende a essere a favore o sfavore. Durante quest’evento si fa provare alle persone l’intelligenza artificiale, facendo capire le potenzialità e i pericoli, soprattutto nei più giovani. Si affronterà anche il tema dell’impatto ambientale che l’IA avrà nel tempo, in termini di consumo di energia e di risorse.

Foto dell’ufficio stampa Frascati Scienza


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