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Restoration Law, resiste il sogno di un’Europa verde

È stato un voto storico, quello di ieri a favore della Nature Restoration Law, la legge europea per il ripristino della natura. Tra polemiche, fake news e incertezze, c'è un punto fermo: l'impegno a ripristinare la biodiversità di almeno il 20% delle aree terresti e marine degradate in Europa entro il 2030. Ora l'iter di approvazione entra nella fase finale: la negoziazione del testo definitivo da parte del "trilogo", ossia dei rappresentanti della Commissione Ue, degli Stati membri e dell'Europarlamento. Gli ambientalisti continueranno a fare pressione per ottenere un regolamento davvero efficace, prima della fine della legislatura europea

di Elisa Cozzarini

Ripristinare la natura è cruciale per contrastare il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità, e riduce i rischi per la sicurezza alimentare: lo ha stabilito il Parlamento europeo il 12 luglio, votando a favore della Nature Restoration Law, la legge per il ripristino della natura.

La norma è passata sul filo del rasoio, con 336 voti a favore, 300 contrari e 13 astenuti. A spostare l'ago della bilancia sono stati alcuni europarlamentari del Partito Popolare, fedeli al Green Deal di Ursula von der Leyen.

Dopo mesi di polemiche, attacchi e fake news, il via libera non era affatto scontato e il testo è il risultato di alcuni compromessi. Ma a questo punto il suo iter continua: la versione finale dovrà essere negoziata dal "trilogo", ossia dai rappresentanti della Commissione Ue, del Consiglio d'Europa e, appunto, dell'Europarlamento.

«È un risultato epocale», commenta Danilo Selvaggi, direttore generale della Lipu – Lega italiana protezione uccelli, associazione ambientalista in prima linea a sostegno della legge, con un Manifesto che ha unito decine di organizzazioni, accademici, ricercatori, personaggi della cultura e dello spettacolo. «Avremo a disposizione uno strumento nuovo, per ripristinare, rigenerare, recuperare la natura che in questi anni abbiamo perso. Oltre alla conservazione, infatti, la nuova legge consentirà agli Stati di operare in modo proattivo per aumentare la biodiversità, a beneficio anche dell'economia. Si sono schierati a favore della Nature Restoration Law, infatti, anche molte grandi aziende, mentre tutto il mondo legato all'agricoltura intensiva continua a opporsi e rappresenta il vero ostacolo alla transizione ecologica».

«Il Parlamento europeo ha votato a favore della Legge sul Ripristino della Natura e del Green Deal, nonostante un'assurda campagna di disinformazione senza precedenti volta a fermarla, guidata da politici di destra e conservatori e dalle lobby dell'agrindustria e della pesca intensiva», è il commento del Wwf Italia per cui, tuttavia, questa vittoria ha un costo elevato: «Per raggiungere un compromesso, i deputati al Parlamento europeo hanno sacrificato molti impegni e obiettivi qualificanti, arrivando ad approvare una posizione sostanzialmente più debole rispetto alla proposta originaria della Commissione». In particolare, sono stati cancellati gli articoli sul ripristinato della natura nei terreni agricoli, comprese le torbiere, e le azioni dedicate alla tutela degli impollinatori, fondamentali per contribuire alla sicurezza alimentare. «Un'ulteriore fonte di indebolimento», continua il Wwf Italia, «deriva dall’emendamento, approvato, sulla necessità di effettuare una valutazione dell’eventuale impatto sulla sicurezza alimentare europea della legge, ritardandone così l’implementazione e dando di fatto spazio alla campagna di allarmismo alimentata dal Ppe di Manfred Weber e dai gruppi di estrema destra».

Proprio per smascherare le false notizie messe in circolo dai detrattori della legge, seimila scienziati hanno aderito a un appello che le analizza e risponde punto per punto. All'affermazione che ripristinare la natura voglia dire diminuire le rese agricole e la produzione, minacciando la sicurezza alimentare, gli scienziati ribattono: «Proteggere e ripristinare la natura, e ridurre l'uso di pesticidi e sostanze inquinanti, sono azioni fondamentali per conservare la produttività a lungo termine e garantire la sicurezza alimentare» (tutto l'articolo in inglese, al link).

Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente, accoglie con favore l'approvazione della legge, ma sottolinea che per l'Italia si deve aprire una riflessione: «il Governo Meloni deve ripensare la propria posizione in vista dei negoziati del Consiglio con il Parlamento per l’adozione finale della legge. L’Italia sulle politiche europee non può continuare a posizionarsi dalla parte sbagliata della storia e sostenere strategie contrarie alla tutela dell’ambiente e del pianeta. Gli interessi delle imprese e dei cittadini italiani si possono garantire dialogando e migliorando le proposte della Commissione europea».

È proprio il dialogo che è mancato negli ultimi mesi di discussioni e polemiche. Gli europarlamentari del Partito Popolare, infatti, dopo un primo voto a favore dell'avvio del percorso della legge un anno fa, in seguito hanno cambiato radicalmente atteggiamento e il loro unico obiettivo, fallito, è diventato bloccare l'iter. Tra le fake news più clamorose, c'è il tweet del profilo ufficiale Eep Group, in cui compare un fotomontaggio con Babbo Natale che viene cacciato di casa da Frans Timmermans, il vicepresidente della Commissione Ue, perché, con la Nature Restoration Law, Rovaniemi, il suo villaggio in Finlandia, verrebbe trasformato in una foresta.

«In un tempo di crisi come quello che stiamo vivendo, dominato da strumenti che tendono a mentire, le istituzioni hanno ancor più il dovere di dire la verità e non trascinare il discorso politico nel fango. Perché con questo linguaggio è la democrazia, non la natura, che rischia di pagare un prezzo molto alto», commenta Danilo Selvaggi.

Per gli ambientalisti, i prossimi mesi saranno dedicati all'analisi attenta del testo di legge approvato dall'Europarlamento, per fare pressione e migliorarlo. Intanto, però, un punto fermo c'è: con la nuova legge l'Ue si impegnerà a ripristinare la biodiversità di almeno il 20% delle aree terresti e marine degradate entro il 2030. L'obiettivo è invertire la tendenza che ha portato oggi ad avere più dell'80% degli ecosistemi in cattivo stato. E l'adozione della Nature Restoration Law sarà un passaggio chiave per il rispetto degli impegni che l'Ue ha assunto a livello internazionale, nel contesto della Cop15 sulla Biodiversità a Montreal lo scorso dicembre.

La foto in apertura è di Zheng Huansong per Avalon/Sintesi


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