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Social innovation

A Palermo la tassa di soggiorno di Airbnb è motore di coprogettazione

di Lorenzo Maria Alvaro

Uno spazio polifunzionale al posto di una discarica. Una cucina sociale in un quartiere che pur essendo in centro, risulta sconosciuto alla maggioranza dei palermitani. È il risultato dell'investimento del 10% dell’imposta, cui l'azienda ha rinunciato, nei quartieri Ballarò e Danisinni

Uno spazio polifunzionale al posto di una discarica. Una cucina sociale in un quartiere che pur essendo in centro, risulta sconosciuto alla maggioranza dei palermitani. Questi i progetti vincitori del voto – primo nel suo genere – indetto dal Comune di Palermo e Airbnb per chiedere come destinare parte dei proventi dell’imposta di soggiorno raccolta dal Portale. Nei mesi scorsi la popolazione è stata coinvolta in laboratori di quartiere in cui sono state condivise varie idee per il rinnovamento di alcune aree urbane; successivamente le migliori proposte sono state messe ai voti e sono stati così selezionati i due vincitori, rispettivamente Ballarart per Ballarò e Cucina Solidale per Danisinni. L’esito della consultazione pubblica è stato presentato alla presenza del Sindaco Leoluca Orlando e dell’amministratore delegato di Airbnb Italia Matteo Frigerio.

Il progetto
«L’idea è nata per una congiutura fortunata», racconta Frigerio, «L’imposta di soggiorno da anni ci permette di collaborare con i comuni italiani. Sono 15 i territori dove facciamo la raccolta della tassa per conto dell’istituzione locale. A Palermo il regolamento permette una trattenuta del 10% dell’importo. In più lì contiamo su una community molto attiva e una serie di soggeti sociali che si muvono alla ricerca di azioni a sostegno del territorio»

Nasce così una collaborazione tra pubblico, privato e cittadini che è diventata un progetto: Danisinni e Ballarò intransito, progetto di partecipazione civica realizzato dal Comune con la collaborazione di Airbnb per destinare ai due quartieri storici della città una parte dell’imposta di soggiorno. Questa iniziativa rappresenta il primo caso al mondo in cui i cittadini vengono interpellati nel decidere come destinare questa imposta, e vede oggi il traguardo con l’annuncio dei due progetti vincitori, uno per quartiere. «Basare il progetto sul coinvolgimento dei cittadini e sulla coprogettazione ci è venuto naturale», spiega l’ad, «siamo un’azienda che per sua natura mette al centro la persona, osserva e cerca di dare una rosa di risposte al cliente. Abbiamo voluto proporre lo stesso format».

La collaborazione tra Airbnb e il Comune per la raccolta digitale dell’imposta di soggiorno «è iniziata nell’aprile 2018 e ha consentito la raccolta e il riversamento automatico dell’imposta per oltre 500mila euro», sottolinea Frigerio, «Il regolamento comunale di Palermo prevede che il 10% di quanto raccolto possa restare agli operatori del settore; Airbnb ha scelto di non trattenere questa quota e di sostenere un percorso per far decidere direttamente ai palermitani dove e come utilizzare queste risorse per il futuro della città».

Un teatro all’aperto da una discarica abusiva
Ballarò è il mercato permanente più antico e rinomato della città, e si trova in zona Albergheria. «La chiesa presente, crollata sessant’anni fa e da allora utilizzata come discarica abusiva sarà al centro dell’opera di recupero. Ballarart intende trasformare un’area degradata e in cui i rifiuti sono dati alle fiamme in uno spazio multifunzionale dedicato alle iniziative culturali del quartiere, dal cinema all’aperto, alle esibizioni teatrali, ai concerti», spiega Frigerio.

Una cucina inclusiva
Il patrimonio enogastronomico siciliano sarà invece la cornice del progetto dedicato a Danisinni, quartiere che si snoda lungo il percorso arabo normanno, nella zona della città in cui scorreva il fiume Papireto. «Qui la Parrocchia Sant’Agnese da sempre si dedica all’aiuto e alla solidarietà. Per questa ragione nella sua fattoria sociale verrà collocata una cucina professionale, che unirà laboratori culinari e un ristorante no profit pensato per residenti e turisti. Ingredienti chiave: opportunità, autofinanziamento, accoglienza e scambio», aggiunge l’ad.

«Questo progetto», conclude Frigerio, «rappresenta una svolta nel modo con cui Airbnb può collaborare con le amministrazioni locali. Questa esperienza in Italia è un caso unico di come la mera raccolta tecnica dell’imposta di soggiorno si trasforma in un progetto sociale e in uno strumento di promozione turistica. Noi siamo davvero entusiasti di come la comunità degli host cittadini di Airbnb ha risposto a questo progetto. La rinuncia all’imposta di soggiorno da parte di Airbnb si è trasformata, grazie a questa sinergia, in una straordinaria opportunità di crescita sociale».


A Palermo la tassa di soggiorno di Airnbn è motore di coprogettazione

Testi a cura di Lorenzo Maria Alvaro
Foto e video gentilmente concesse da Airbnb


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