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La Conferenza Nazionale Enti Locali lancia nuove strategie di partecipazione alla vita pubblica

12 Marzo Mar 2016 1707 12 marzo 2016
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Nella due giorni organizzata dal Movimento Cristiano Lavoratori 250 tra sindaci, consiglieri regionali, provinciali e comunali e assessori di ogni livello si sono confrontati sulla crisi della democrazia

Si è chiusa oggi la Conferenza Nazionale Enti Locali organizzata dal Movimento Cristiano Lavoratori; in più di 250 tra sindaci, consiglieri regionali, provinciali e comunali e assessori di ogni livello riuniti a Roma insieme ai dirigenti dell’associazione per costruire modalità e strategie per rilanciare una reale partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. «Un appuntamento che guarda con preoccupazione alla crisi della democrazia, spiega il presidente Carlo Costalli nella sua introduzione, e alla personalizzazione e verticalizzazione delle istituzioni, sempre più lontane dai territori e sempre più incapaci di rispondere ai bisogni concreti della gente».

Tante le esperienze virtuose che nei due giorni hanno raccontato di un futuro possibile ma soprattutto di un'identità che si mostra e si spende sui territori senza nascondere una matrice cattolica che difende comunità e beni comuni. Particolarmente incisivo l’intervento di Monsignor Longoni - direttore dell'ufficio Cei per i Problemi Sociali e il Lavoro che partecipando ai lavori riafferma la necessità di «ricominciare a fare politica dal basso» in un luogo d’ascolto.

Amministratori cattolici riuniti non per guardare a un partito - non è questo il tempo afferma Costalli - ma per riaffermare la necessità di un impegno caratterizzato nei pensieri e nelle azioni che storicamente ha giocato un ruolo fondamentale nei periodi di maggiore difficoltà del Paese.

Duro l’affondo del Presidente proprio in merito alla “condizione” dei partiti in Italia, alla necessità di una riforma, all’utilità che tornino ad essere luoghi di scambio vero e formazione rigorosa della classe dirigente del nostro Paese e della nostra politica troppo simile oggi, afferma ancora, ad una “Federazione di uomini soli al comando senza partiti”.

Dalla due giorni esce chiaro il progetto del Mcl, la costruzione di una rete, una continua attività di confronto per investire in quel potenziale di sviluppo della democrazia che ancora esiste nel Paese di cui il Movimento è parte.

I lavori si chiudono con una forte dichiarazione di impegno: «Ci candidiamo, consapevoli delle difficoltà che incontreremo, ma anche consapevoli della nostra storia e della nostra forza, a guidare, se necessario, questo progetto», ha concluso il presidente del Mcl.

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