don Ennio Innocenti

Per un’Europa che ponga alla base il Diritto Naturale

26 Maggio Mag 2018 1608 26 maggio 2018
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A quale unità possiamo aspirare se i fondamenti su cui ci reggiamo sono fragili? L'esigenza di un'Europa consapevole del valore dei suoi legami

Quale Europa? Quella delle oligarghie o quella dei popoli? Ne parliamo con don Ennio Innocenti.

Don Ennio Innocenti ha insegnato storia e filosofia e dottrina sociale della Chiesa, ma la sua notorietà si deve alla lunga collaborazione alla RAI. La sua bibliografia conta più di seicento titoli (con compartecipazione ad una quarantina di riviste), ha scritto più di settanta libri, di cui l’opera maggiore La gnosi spuria. È il cappellano della “Fraternitas Aurigarum”, organizzazione che rivendita le virtù cristiane del commissario Calab

I membri dell’UE hanno percepito il pericolo che la nuova maggioranza parlamentare italiana metta a rischio l’Unione. Forse il suo libro “necessità dell’Europa” è indirizzato come monito?
Monito si, ma all’Unione Europea capitanata dall’oligarchia odierna, non alla fragile maggioranza parlamentare di oggi.

Perché? In che senso?
Non spenderei una lacrima se l’attuale dirigenza europea si sfasciasse. Anzitutto per la sua occulta origine, che è il disegno statunitense e massonico di usare l’Europa detta democratica e liberale contro l’Europa comunista.

Ma l’Unione nacque da politici cattolici con l’incoraggiamento di Pio XII?
Pio XII incoraggiò la democrazia ma con fondamenti cristiani, incoraggiò l’Unione ma nella speranza che non fosse succube dell’americanismo segretamente materialista.

Ma anche i successori di Pio II hanno incoraggiato l’Unione?
L’hanno fatto per correggerne la rotta che andava sempre più perdendo i giusti ideali, sempre più contraria alle radici cristiane, sempre più contraria al diritto naturale.

Dunque a lei non interessa che l’Unione fallisca?
Io capii che l’Unione sarebbe certamente fallita da quando il rappresentante della Francia disse: “A noi Dio non piace”. Con questa bandiera l’Unione sarebbe andata a sbattere perché i popoli europei hanno conservato il senso religioso del vivere.

Tutta l’Unione Europea ha favorito la solidarietà tra i popoli europei?
Ditelo alla Grecia! Comunque è anche per accrescere la vera solidarietà che io proclamo la necessità dell’Unione, perché cada la maschera oligarchica e liberale.

Che vuol dire? che non vuole l’Europa democratica?
Non voglio l’Europa relativistica, voglio l’Europa conscia che i suoi popoli hanno una fisionomia spirituale cristiana conforme al diritto naturale.

Ma lei sa che la dirigenza europea teme che la nuova maggioranza italiana spinga all’intesa con Putin?
Putin professa la fede cristiana e rispetta il diritto naturale. L’Unione è asservita agli interessi statunitensi contrari agli interessi italiani, tanto che per servire gli interessi statunitensi noi perdiamo 5 miliardi all’anno, da vari anni, per metterci contro la Russia.

Non sono quei 5 miliardi che sanano il nostro debito nei confronti dell’Unione.
È vero, ma quel debito sarebbe facilmente sanabile oggi (finito il disastro voluto dalla politica finanziaria statunitense) se l’Unione non imponesse all’Italia la camicia di forza delle sue regole strette e ragionieristiche.

Che significa? che lei non vorrebbe i bilanci in regola?
Significa che io so due o tre cose: 1) che la moneta viene falsificata in vario modo; 2) che gli investimenti produttivi non fanno inflazione; 3) che il consumismo voluto genera inflazione e disastro ecologico.

Cosa significa questa sua allusione alle “regole astratte”?
Pensi alla delocalizzazione dettata dal principio menzognero del libero mercato e del primato della finanza sull’economia e sulla politica. Le regole dell’Unione sono perfino sovrane sulla morale concreta.

Insomma lei vorrebbe una rifondazione dell’Unione Europea?
Proprio così! ma che metta alla base il diritto naturale.

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