VITA

Le Polemiche adottive

23 Maggio Mag 2005 0200 23 maggio 2005

Le associazioni del sostegno a distanza chiedono di distinguersi da quelle che fanno adozioni internazionali. E scoppia un caso.

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Le associazioni del sostegno a distanza chiedono di distinguersi da quelle che fanno adozioni internazionali. E scoppia un caso.

«Non avevamo nessuna intenzione discriminatoria. Semplicemente, riteniamo che sia il momento di chiarire il ruolo del sostegno a distanza nell?ambito della cooperazione internazionale». I portavoce del Forum del sostegno a distanza, Corrado Oppedisano e Vincenzo Curatola, hanno chiarito i contorni delle dichiarazioni contenute in un comunicato stampa diffuso il 20 maggio dopo un?audizione presso la Commissione Bicamerale per l?infanzia, che ha suscitato reazioni preoccupate. La nota sottolineava l?opportunità di una distinzione «fra gli organismi che si occupano di sostegno a distanza e quelli che si occupano di adozioni internazionali». In più, aggiungeva che «le associazioni che attuano strumenti di sviluppo attraverso il sostegno a distanza hanno - per la specificità degli interessi, dei soggetti e delle problematiche su cui intervengono - caratteristiche assai diverse dagli enti autorizzati all?adozione internazionale», chiedendo l?urgente individuazione «di un soggetto istituzionale specifico, diverso dalla Commissione adozioni internazionali, per gli interventi di promozione e di indirizzo che lo Stato vorrà svolgere nei confronti del sostegno a distanza». Una nettezza di toni che ha provocato la replica dell?Aibi-Associazione Amici dei bambini e del Cifa-Centro internazionale per l?infanzia e la famiglia. «Sono sconcertato», commenta Marco Griffini, presidente di AiBi. «Il mondo dell?adozione internazionale ha la sussidiarietà nel suo dna. È stata una delle nostre maggiori conquiste e si sviluppa, da parte degli enti autorizzati, attraverso progetti di cooperazione e sostegno a distanza. L?adozione è lo strumento ultimo». E poi, ha aggiunto Gianfranco Arnoletti, presidente del Cifa, «l?ente autorizzato che dovesse pensare alla sola adozione internazionale si ridurrebbe a mera ?agenzia?, diversa dalla tradizione di aiuto del nostro Paese e del suo associazionismo». Che cosa succede, dunque? «Non c?era la volontà di suscitare polemiche», puntualizzano i portavoce del Forum Sad. «Lo dimostra il fatto», spiega Curatola, «che nel Forum ci sono sia realtà del sostegno a distanza sia dell?adozione internazionale. Intendevamo solo sottolineare l?importanza di una più chiara identificazione del Sad, a livello istituzionale». La ?confusione? tra i vari strumenti, spiegano, nella gente è ancora diffusa. Forse, obiettiamo, il settore risente della mancanza di una codifica legislativa. «Se una regolamentazione ci dovrà essere, chiediamo che faccia tesoro del percorso fatto», risponde Oppedisano. «Intanto, alla Bicamerale per l?infanzia abbiamo dato la nostra piena disponibilità a collaborare». Forum Sad Il Forum per il sostegno a distanza è stato costituito a Roma sei anni fa Aderenti 70 associazioni Sostenitori 1 milione Donazioni 2004 240 mln Quota mensile 25 euro Paesi sostenuti 110 Persone sostenute 2,5 mln