VITA

Nuovi fondi antiusura

13 Febbraio Feb 2006 0100 13 febbraio 2006

Nel decreto sulle olimpiadi è entrato un articolo per rifinanziare le attività di prevenzione e lotta agli strozzini.

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Nel decreto sulle olimpiadi è entrato un articolo per rifinanziare le attività di prevenzione e lotta agli strozzini.

È in arrivo una boccata d?ossigeno per le casse esangui della lotta all?usura. Dopo cinque anni a corto di risorse, in cui le fondazioni per la prevenzione hanno fatto i salti mortali per garantire una minima assistenza alle prede dei ?cravattari?, è stata approvata una legge che va a rifinanziare tutte le attività. Lo stabilisce l?articolo 1 bis, inserito nel decreto legge 272 su proposta del sottosegretario Alfredo Mantovano, che prevede il trasferimento delle eccedenze, quindi di denaro non utilizzato, dal Fondo di solidarietà al Fondo di prevenzione. Si tratta di circa 20/25 milioni all?anno che saranno distribuiti per il 70% ai Confidi e il resto alle fondazioni. La notizia è stata accolta con sollievo dalla Consulta antiusura e dal suo presidente padre Massimo Rastrelli. «Dal 2001 nessun ente ha ricevuto più un soldo dallo Stato», racconta il prelato, che dirige anche la Fondazione San Giuseppe Moscati di Napoli. «La rete della prevenzione era praticamente paralizzata. Con pesanti conseguenze per le famiglie già messe a dura prova dalla crisi economica. Ora finalmente arriva un aiuto che consentirà di rimettere in marcia tutte le iniziative». Alfredo Mantovano ammette il ritardo, ma non lo addebita a ragioni politiche. «Le lungaggini purtroppo sono dipese unicamente da fattori tecnici, di competenze tra i vari ministeri». E aggiunge: «Nell?ultima Finanziaria abbiamo inoltre varato una norma che ha già consentito di indirizzare 5 milioni di euro a sostegno delle associazioni antiusura». Un altro giro fondi: tutte le giacenze di cui non usufruiscono i Confidi andranno agli enti di prevenzione. Proprio sulla ripartizione dei contributi resta una punta d?amarezza. «In Italia si è diffusa la convinzione che sono solo le piccole e medie aziende a subire la congiuntura negativa», dice padre Rastrelli, «ma in realtà chi cade nel racket sono i soggetti più deboli, neppure soci dei numerosi Confidi di categoria. Si tratta di microimprese, famiglie e anche tanti single che non arrivano a fine mese». Questo il ruolo centrale delle fondazioni: garantire al 100% presso una banca un prestito a tassi moderati (tra il 5 e il 6%) fino a 25 mila euro. «Perché quello che succede tutti i giorni», racconta Fabio Piccolini, responsabile Adiconsum della prevenzione usura, «è il dramma di tante famiglie che si indebitano per pagare i costi del matrimonio dei figli, il mutuo o gli eccessi del credito alconsumo. La Cgia di Mestre ha segnalato che il numero delle denunce per reati di usura diminuisce mentre aumentano le estorsioni. Ciò accade perché le persone più esposte sono proprio quelle che non possono permettersi lunghi processi e spese legali elevate.