VITA

L'ipermercato delle sostanze a portata di mouse

1 Gennaio Gen 2008 0100 01 gennaio 2008

Un mondo di droghe, ma niente più "tossici". Riccardo Gatti prevede...

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Un mondo di droghe, ma niente più "tossici". Riccardo Gatti prevede...

Tempo dieci anni e «i tossicodipendenti non esisteranno più». Ma la battaglia contro la droga «non sarà vinta», perché semplicemente «non sarà». Gli scaffali del supermarket globale si riempiranno di sostanze e farmaci per tutti i gusti e tutte le età. A portata di portafoglio e di mouse. La politica intanto sarà in altri affari affaccendata. Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento delle dipendenze della Asl Città di Milano, è abituato a guardare nella sfera di cristallo. Con il suo Previo.Lab, l?Osservatorio previsionale sulle sostanze nato in collaborazione con la Presidenza del Consiglio, nel mese di dicembre di ogni anno presenta uno studio sul triennio successivo. Questa volta ha accettato di allungare lo sguardo. Ecco dunque il ?suo? 2018. Vita: Dopo l?eroina, la cannabis e il decennio della coca, tuttora in corso, che che cosa ci attende? Riccardo Gatti: Nessuna sostanza potrà più dare il nome a un?epoca, semplicemente perché coesisteranno le une con le altre. Le nuove droghe non sostituiranno quelle vecchie. Oggi c?è il supermercato della droga, fra dieci anni ci saranno gli ipermercati. E magari anche i negozi etnici, con in vendita sostanze che arrivano dai Paesi del terzo mondo. Ogni consumatore sarà libero di scegliere quello che più gli piace. E nel circuito entreranno anche i farmaci e le sostanze sintetiche. Ma la vera novità non sarà questa. Vita: A che cosa si riferisce? Gatti: Al boom del fai da te. Grande distribuzione e piccolo bricolage: il mercato presenterà questa doppia natura. La linea trainante sarà l?autocoltivazione della cannabis. Il ritorno degli inalanti è l?altro segnale che va in questa direzione. Il popper, per esempio, che una volta era utilizzato per curare le coronarie, è già in rapida ascesa. Ma non solo: un paio d?anni fa a Milano è morto un ragazzo aspirando butano. Non credo che fosse l?unico a utilizzarlo. Vita: Quale sarà il ruolo di Internet? Gatti: La convergenza multimediale accorcerà sempre di più spazi e tempi. Nelle farmacie online non solo si troveranno farmaci canonici, ma prodotti fuori brevetto. Come in alcuni casi capita oggi. Vita: E chi meglio dei giovani conosce il web? Gatti: Io invece credo che nel 2018 saranno i cinquantenni i più interessati alle droghe. È la logica di mercato dell?espansione dei consumi. Non è un caso che sui giornali si parli sempre di più degli effetti terapeutici, faccio un esempio, della cannabis. Che possono anche essere reali, ma di certo rassicurano chi, arrivato a una certa età, è preoccupato per la sua salute. E se farsi uno spinello forse fa male ma in fondo fa anche un po? bene, perché non farselo? I costi poi continueranno a calare. Nessuno deve essere costretto a rubare o a prostituirsi per una dose. Vita: E la politica? Gatti: Tirerà i remi in barca. È quel che le conviene. Vita: Da che punto di vista? Gatti: Da quello che conta di più: quello elettorale. Si potranno stimare in 5/6 milioni gli elettori consumatori di droghe. Piuttosto che giocarsi un bacino così importante di voti, meglio parlare d?altro. Gli indizi sono sotto gli occhi di tutti. L?attuale legge, voluta dal centrodestra, è una versione light del progetto di partenza. Di fatto la spina dorsale è ancora la norma del 1975. E il centrosinistra, malgrado gli annunci, su questo punto da tempo non è in grado di esprimere una posizione. Vita: I Sert esisteranno ancora? Gatti: Credo di sì, ma non saranno quelli di oggi. L?utilizzo congiunto, ma meno problematico, di sostanze costringerà i servizi territoriali a interventi più complessi. Le patologie correlate al consumo, infatti, saranno trasversali alle branche della cura. E il pubblico non potrà più fare da solo. Vita: Qui entrano in gioco le comunità? Gatti: Sul privato sociale vedo due linee di tendenza. Alcuni si specializzeranno, trasformandosi in luoghi di cura e riabilitazione temporanei. Altri invece vireranno verso il polo delle comunità di vita e si occuperanno della ricostruzione complessiva delle personalità. A partire dai legami sociali e amicali. Ma a nessuna delle due tipologie sarà concesso l?isolamento. Vita: Quindi quale è la soluzione? Gatti: Un sistema integrato, in cui dovrà entrare a pieno titolo anche il privato for profit. Il duopolio pubblico/privato sociale è arrivato al capolinea. Mi auguro che saremo in grado di creare catene di servizi, magari mutuando la formula del franchising, che siano in grado di aggiungere alla quantità che già esiste, anche una buona qualità degli interventi. Interventi che, gioco forza, dovranno essere più elastici e più personalizzati. Nel 2018 i canoni salvifici delle comunità e quelli sostitutivi dei Sert saranno lettera morta.