VITA

C'è la crisi, e torna l'eroina

1 Febbraio Feb 2008 0100 01 febbraio 2008

Il parallelo crisi economica-droga è del prefetto di Firenze

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Il parallelo crisi economica-droga è del prefetto di Firenze

''La crisi economica, la mancanza di liquidita' sta spingendo sempre piu' i consumatori di droga a orientarsi verso l'eroina, uno stupefacente piu' a buon mercato rispetto alla cocaina''. E' l'analisi del prefetto di Firenze, Andrea De Martino, che oggi ha incontrato la stampa per fare il punto sull'allarme eroina, lanciato ieri dalla Guardia di Finanza fiorentina. Per supprtare la sua analisi il prefetto ha fornito le cifre dei sequestri di stupefacenti eseguiti dalle forze dell'ordine in Toscana tra il 1 aprile e il 31 dicembre 2007. Dati che parlano da soli: 138 i chili di cocaina sequestrati, a fronte di 72 chili di cocaina. La droga piu' consumata continua a essere l'hashish (213 chili sequestrati), seguito dalle anfetamine (152 chilogrammi), mentre i chili di marijuana sequestrati ammontano in totale a 21. ''Hashish e eroina - ha spiegato il prefetto - costano di meno rispetto alla cocaina e in un periodo di crisi economica generalizzata anche gli assuntori di droghe si stanno orientando verso sostanze piu' a buon mercato''. Aumenta anche il numero dei minori, dei ventenni e degli adulti che assumono sostanze stupefacenti. Tra i 1112 consumatori generici di droga segnalati alla Prefettura di Firenze nel 2007, 60 sono minorenni, 280 nella fascia di eta' 18-25 anni, 138 quelli tra i 31 e i 40 anni e 48 gli over 40. ''E' un segnale che ci deve far riflettere - ha spiegato il prefetto De Martino -. Gli ultraquarantenni che venti, trenta anni fa prendevano droghe, hanno una diversa visione del problema e anche i figli possono in un certo senso essersi 'assuefatti', nel senso che hanno una minore percezione della pericolosita', sociale e a livello di salute fisica, che l'assunzione di droga comporta''. Da qui l'invito del prefetto di Firenze a ''una reazione da parte delle famiglie, della scuola, del mondo dell'associazionismo laico e religioso. La sola repressione del fenomeno, pur importante, non e' sufficiente a stroncare il consumo di stupefacenti tra i minori, per cui - ha concluso - serve la collaborazione di tutti i soggetti sociali coinvolti''.