Aree protette

Gran Paradiso, il Parco diventa un marchio

10 Luglio Lug 2012 1636 10 luglio 2012

Un bollino di qualità ad alberghi, caseifici, aziende artigiane che si impegnano sul fronte della sostenibilità. Così il Parco più antico di Italia promuove l'economia green

  • ...
Gran Paradiso Capra Ibex
  • ...

Un bollino di qualità ad alberghi, caseifici, aziende artigiane che si impegnano sul fronte della sostenibilità. Così il Parco più antico di Italia promuove l'economia green

Che lo stambecco popoli in abbondanza (anche se da qualche anno in pericolosa diminuzione) le nostri Alpi non è una novità. Che però compaia negli alberghi, nei caseifici, nelle aziende artigiane, un po' meno. Il logo con l'animale simbolo del Parco Nazionale del Gran Paradiso si è fatto strada tra formaggi, marmellate e miele, prodotti artigianali in legno, vetrine di ristoranti e alberghi. Lo stambecco garantisce qualità e, soprattutto, sostenibilità. Guadagnarsi il Marchio di Qualità Gran Paradiso non è facile, spiega il direttore dell'Ente, Michele Ottino: «Esiste un rigido disciplinare, al quale l'azienda si impegna ad aderire. Dopo un primo nostro sopralluogo, l'azienda si deve impegnare a un programma di miglioramento. Nel tempo, poi, un ente esterno verifica il mantenimento degli standard». Interventi magari semplici, piccoli passi in un percorso di sostenibilità di cui il Parco diventa promotore e attivatore. Installazione di lampadine a basso consumo, utilizzo razionale dell'acqua con l'uso di miscelatori, riduzione al minimo di contenitori a perdere, riciclo e riduzione spinta dei rifiuti sono alcuni degli interventi richiesti.


Sono già più di 50 tra strutture ricettive, attività di ristorazione, aziende agricole, piccoli produttori e rivenditori di prodotti tipici, artigiani, ad aver ricevuto il Marchio. Con un duplice risultato, spiega Ottino: «valorizzare prodotti e servizi di qualità del Parco, con gli operatori che vedono riconosciuto il loro lavoro e dare una garanzia agli utenti, non solo del pregio qualitativo, ma del controllo sull'impronta ecologica». Il Parco più antico d'Italia festeggia i suoi 90 anni rinnovando il suo approccio e la sua presenza sul territorio. Non solo stambecchi da salvare, ma un'economia sostenibile da promuovere.