Azzardo

I Monopoli vogliono truccare i numeri del gioco

16 Aprile Apr 2013 1728 16 aprile 2013

I dati, per «smontare i luoghi comuni», non indicheranno più quanto effettivamente gli italiani giocano, ma solo quanto le società che gestiscono i giochi e le casse delle Stato incassano

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I dati, per «smontare i luoghi comuni», non indicheranno più quanto effettivamente gli italiani giocano, ma solo quanto le società che gestiscono i giochi e le casse delle Stato incassano

«Ci aiuta a smontare i luoghi comuni. Si dice spesso, anche sui media, che è un mercato incontrollato che affligge milioni di persone. Lungi da me dal dire che non ci sono rischi di gioco problematico, ma sono rischi che ci sono anche in altri settori, dall'alcol al fumo. Con i dati sulla spesa e non sulla raccolta si ridà la giusta dimensione del fenomeno». Queste le parole testali dell'intervento di Francesco Rodano, responsabile del gioco a distanza dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, nel suo intervento alla presentazione della ricerca del Politecnico di Milano l'11 aprile scorso.

A riportare il virgolettato un allarmato Dario Paladini, giornalista di Terre di Mezzo e di Redattore Sociale. Titolo del pezzo “Giochi, i Monopoli cambiano il modo di dare le cifre. Così i numeri fanno meno paura”.


«È una cosa gravissima», fa eco subito Mariano Bottaccio, responsabile Ufficio stampa e Comunicazione di Cnca - Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza.

«Per capire meglio “l'innovazione” annunciata da Rodano basta fare riferimento ai dati 2011: la raccolta è stata pari a 79,9 miliardi di euro, la “spesa” a 18,4 miliardi. È evidente che, in questo modo, l'enorme diffusione del gioco d'azzardo nel nostro paese viene molto ridimensionata, grazie però a un mero occultamento del dato complessivo, che sarebbe impossibile da ricavare con esattezza», spiega Bottaccio.

Ma la reazione non si ferma qui. Bottaccio infatti rincara la dose spiegando che «queste affermazioni confermano la nostra valutazione negativa sulla nascita dell'Osservatorio sulle dipendenze da gioco d'azzardo, istituito proprio presso i Monopoli. La decisione di occultare il dato della raccolta sarebbe, infatti, un evidente segnale di mancanza di imparzialità da parte di questo organismo».

Cnca fa parte della campagna “Mettiamoci in Gioco”, promossa da Acli, Adusbef, Alea, Anci, Anteas, Arci, Auser, Avviso Pubblico, Cgil, Cisl, Conagga, Federconsumatori, FeDerSerD, Fict, Fitel, Fondazione Pime, Gruppo Abele, InterCear, Libera, Shaker - pensieri senza dimora e Uisp.

Proprio la campagna ha chiesto, con un comunicato «alle Istituzioni e alle forze politiche di adoperarsi affinché i Monopoli continuino a dare alle istituzioni e all'opinione pubblica un'informazione completa sulla diffusione del fenomeno del gioco d'azzardo nel nostro paese».