tecnologie

Il Sad diventa social, con Moltiplicamore

10 Maggio Mag 2013 0050 09 maggio 2013

Terre des Hommes lancia la prima piattaforma al mondo per fare un sostegno a distanza in crowdfunding, condividendo l'idea tra i propri amici attraverso i social network

  • ...
Moltiplicamore
  • ...

Terre des Hommes lancia la prima piattaforma al mondo per fare un sostegno a distanza in crowdfunding, condividendo l'idea tra i propri amici attraverso i social network

Si chiama Moltiplicamore ed è il nuovo modo di fare sostegno a distanza: social e low cost. Da oggi è possibile condividere la bellezza e la responsabilità di sostenere un bambino dall’altro parte del mondo in un gruppo di amici o di estranei, mettendoci anche solo 2 euro, tutto online. Si tratta di una prima volta assoluta a livello mondiale, nata in Italia. A ideare Moltiplicamore è stata Terre des Hommes, presente con il sostegno a distanza in 18 Paesi, con più di 10mila Sad attivi.

L’idea nasce circa un anno fa, partendo da due osservazioni. Ce la racconta Paolo Ferrara, Responsabile Comunicazione e Raccolta Fondi di Terre des Hommes: «da un lato la crisi che ha messo in difficoltà le famiglie e quindi anche la loro possibilità di fare un sostegno a distanza tradizionale, sui 300 euro l’anno. ForumSad l’anno scorso ha registrato un calo dei Sad del 20% e anche noi abbiamo avuto un calo, anche se non un crollo di questa portata». La seconda osservazione che hanno fatto in Terre des Hommes è la passione imperante per i social network, la voglia di condividere esperienze e scelte, anche di solidarietà. «Diciamo che Moltiplicamore è la risposta di Terre des Hommes al crowdfunding e ai social network, applicati a ciò in cui abbiamo grande esperienza, il sostegno a distanza». A realizzare concretamente la piattaforma è stata Seed, uno spin off dell’Università di Lugano, che ha prestato gratuitamente le proprie competenze.

Come funziona? È semplicissimo: sul sito di Moltiplicamore si trovano le storie di alcuni bambini, suddivise per paesi, un loro disegno, il nome del referente. In questo momento si sceglie se attivare un sostegno individuale o di gruppo: con l’adozione individuale si dona una quota fissa al mese (€25 al mese), con l’adozione a distanza collettiva chi crea il gruppo ci mette un importo iniziale (€75) e poi invita gli amici a metterci quel che possono, fino a completare l’importo totale necessario. L’importante è raggiungere la quota, o almeno il 70% del totale (€210) entro un mese: in caso contrario le donazioni saranno destinate a un fondo specifico per sostenere le attività dei bambini appartenenti al progetto del bambino su cui ci si era orientati.

La richiesta dei 75 euro iniziali serve per scoraggiare le adozioni create a cuor leggero, che poi porterebbero magari ad avere tanti sostegni che raccolgono meno della cifra necessaria. «Va bene la dimensione giocosa dei social network, ma noi diciamo “crea un gruppo, sostieni un bambino”», puntualizza Ferrara. «In alcuni casi il gruppo è naturale, come può essere quello di chi invita gli amici a fare un sostegno a distanza al posto di un regalo di compleanno, che è poi la situazione reale da cui tutto è nato un anno fa». Può essere invece rischioso che uno si butti a creare un’adozione a distanza senza aver prima condiviso l’idea con qualche amico e aver trovato un riscontro positivo: «anche se c’è pure la possibilità di creare un’adozione fatta da un gruppo aperto, visibile a tutti, a cui chiunque può partecipare anche con soli due euro».

Una volta che la raccolta è conclusa e l’adozione è avviata, i membri del gruppo (e solo loro) vedranno sul sito tutte le informazioni sul bambino, la sua foto, i suoi progressi. Chi ha creato il gruppo potrà interagire direttamente con il responsabile di Terre des Hommes all’estero. È anche questa la ragione per cui per il momento Moltiplicamore parte in soli tre Paesi, Ecuador, Bangladesh, Mozambico: «c’era bisogno anche di una formazione specifica per i nostri partner e operatori locali, visto che ora saranno loro a gestire direttamente la comunicazione con i sostenitori». In questo modo il sostegno a distanza diventa ancora più trasparente.