ALTRA ECONOMIA

Per i suoi dieci anni, Terra Futura apre all'Europa

17 Maggio Mag 2013 1237 17 maggio 2013

Si apre oggi a Firenze, alla Fortezza da Basso, e prosegue sino a domenica, la decima edizione della mostra convegno dedicata alle buone pratiche di sostenibilità

  • ...
Arukvaprduiff Y41dgatlmogvivvmpoha6c6cm Dc
  • ...

Si apre oggi a Firenze, alla Fortezza da Basso, e prosegue sino a domenica, la decima edizione della mostra convegno dedicata alle buone pratiche di sostenibilità

«Ben vengano tutte le buone prassi locali e nazionali, ma è venuto il momento di delineare un nuovo modello europeo, un nuovo paradigma finanziario, economico, sociale, ambientale, di democrazia per uscire da questa crisi», afferma Andrea Baranes, presidente della Fondazione culturale Responsabilità Etica. «Molte proposte alternative rispetto alle prassi che stiamo vivendo erano state lanciate a Terra Futura già dieci anni fa. Come l’ipotesi di tassare le rendite finanziarie: è stato uno dei primi temi di Terra Futura. Dal basso le reti hanno portato avanti percorsi molto validi di analisi e di proposte, mentre nella politica tanto italiana quanto europea c’è un certo ritardo».

Terra Futura è organizzata da Fondazione culturale responsabilià etica per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-agenzia dell’economia sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente. «Il modello vincente di questa manifestazione è quello di unire l’analisi teorica e alle applicazioni concrete. Ad esempio, si parla di alta finanza, di chiudere i paradisi fiscali, e allo stesso tempo si danno indicazioni su come utilizzare i nostri soldi nella finanza etica per sostenere forme di altre economie». Lo scorso anno la manifestazione ha accolto oltre 90mila visitatori. «In questi dieci anni è cambiato il modo di fare rete, non cè. più la bottega da una parte e dall’altra l’agricoltura biologica, ma ci sono dei circuiti di altre economie. Pertanto, le soluzioni oggi devono essere integrate ai problemi e alle sfide che dobbiamo affrontare. E dobbiamo riconoscere il valore delle proposte e delle spinte che vengono dal basso».