Social Art

A Parma la street art fa rivivere il vecchio manicomio

26 Luglio Lug 2013 1416 26 luglio 2013

Herbert Baglione, brasiliano, uno dei più famosi writer sulla scena è arrivato in Italia per due progetti. Il più impressionante è quello nell’ospedale psichiatrico dismesso della città emiliana

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Herbert Baglione 1000 Shadows Parma 01
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Herbert Baglione, brasiliano, uno dei più famosi writer sulla scena è arrivato in Italia per due progetti. Il più impressionante è quello nell’ospedale psichiatrico dismesso della città emiliana

Ispirato dalla cultura di strada del Brasile, Herbert Baglione ha iniziato a sperimentare nuovi modi di guardare l’ambiente urbano di San Paolo. Più che figlio d’arte è fratello d’arte, visto che ha iniztao a dipingere a tre anni influenzato dal fartello maggiore.

Quest’anno Baglione, che come tutti i grandi street artists è un giramondo è approdato in Italia dove ha realizzato due progetti a Modena e a Parma. A Modena ha dipinto una grande facciata cieca di un palazzo del centro storico (con una figura allungata di un ragazzino), a Parma invece il suo progetto si è svolto all’interno di un vecchio ospedale psichiatrico in disuso nella zona vicino Parma.

Herbert Baglione non sfrutta le pareti screpolate del vecchio edificio come superficie da coprire ma piuttosto cerca un dialogo e lo fa con tutta la struttura stessa. Il progetto si intitola “1000 Shadows”, e rimanda alle ombre delle persone che hanno consumato tanta parte della loro vita qui dentro.

Le ombre sono un lemento costante nell’espressione di Baglione. Sono un po’ la sua firma, il suo “tag”: immagini che ricordano i dipinti delle comunità indiane del Southwest, con soggetti dalle caratteristiche aliene.

Baglione nel suo lavoro a Parma ha usato anche oggetti, le sedie a rotelle, che sono stati elementi che hanno contrassegnato la vita questa struttura. Le figure quindi si allungano dalle sedie ai muri, come delle impronte indelebili che non maracano questo luogo che oggi è vuoto di presenze ma che resta ingombro di memorie, di storie.

L’aspetto più interessante del lavoro di Baglione sta proprio nel rimarcare questa persistenza; l’umano passato da qui non può esser cancellato. È un segno che riemerge, anche un po’ beffardo, dai muri; che racconta evdientemente tanto muto dolore, ma anche una strana leggiadria: come fantasmi che oggi si divertono a seminare un po’ di sana inquietudine.