In Parlamento

Legge di Stabilità, dal PD raffica di emedamenti sociali

11 Novembre Nov 2013 1233 11 novembre 2013

Fra quelle avanzate dal senatore Stefano Lepri (come primo firmatario) l'innalzamento del finanziamento del 5 per mille, una serie di misure a sostegno del servizio civile nazionale e facilitazioni per le raccolte fondi

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Legge di Stabilità, dal PD raffica di emedamenti sociali
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Fra quelle avanzate dal senatore Stefano Lepri (come primo firmatario) l'innalzamento del finanziamento del 5 per mille, una serie di misure a sostegno del servizio civile nazionale e facilitazioni per le raccolte fondi

Stefano Lepri, senatore piemontese di provenienza margheritina e vicepresidente del gruppo in Senato è l’uomo che in queste ore ha cucito e ricucito gli emendamenti sociali che il Partito democratico ha presentato al disegno di legge di Stabilità uscito dal Consiglio dei ministri e ora in discussione a palazzo Madama.

La competenza di Lepri è fuori discussione: per otto anni fino al 2005 è stato assessore alle politiche sociali e sanitarie del Comune di Torino, quando eletto in Regione ha preso parte ai lavori delle Commissioni consiliari che si occupano di bilancio, sanità, assistenza, cultura, istruzione, enti locali. Meno scontato è l’esito dei suoi emendamenti presentati anche in qualità di membro dell’undicesima commissione al Senato (previdenza e assistenza sociale), che comunque vale la pena segnalare.

Eccoli dunque ordinati per punti:

Il sostegno al terzo settore:

  • 1. l’innalzamento del finanziamento del 5 per mille, allineandolo alla spesa storica;
  • 2. l’innalzamento dei fondi per acquisto di derrate alimentari, da distribuire ai poveri attraverso i banchi alimentari, i centri di volontariato, i servizi sociali, a fronte del calo dei trasferimenti UE allo scopo;
  • 3. la tutela dell’esperienza delle coop sociali di inserimento lavorativo nel campo della pulizia e sorveglianza nelle scuole;
  • 4. la possibilità per il volontariato e l’associazionismo sociale di svolgere, nel caso di raccolta fondi per beneficenza, attività culturali e musicali senza oneri, se con meno di duecento spettatori.


Le politiche sociali:

  • 1. ulteriori detrazioni per figli a carico a favore delle famiglie a basso reddito, coperte con una riduzione dei premi riconosciuti ai vincitori dei giochi d’azzardo e con una riduzione del compenso ai concessionari;
  • 2. l’accertamento preventivo della condizione patrimoniale e reddituale dei beneficiari dell’indennità di accompagnamento, pur con la tutela della casa di abitazione, per valutare una riduzione parziale del beneficio nel caso di persone benestanti; risparmi destinati alla lotta alla povertà;
  • 3. la tutela del fondo politiche sociali dai tagli imposti alle Regioni;
  • 4. il riconoscimento, entro l’assistenza domiciliare, delle figure dell’assistente familiare e dell’operatore socio sanitario, a carico del Servizio sanitario nazionale per una quota pari al 50%. Copertura ottenibile anche dalla compartecipazione ai costi di ristorazione da parte dei pazienti ospiti di strutture di cura o riabilitazione, nelle fasi di lungodegenza e post acuzie, a partire dall’ottavo giorno di degenza.


Le pensioni:

  • 1. un contributo di solidarietà per i pensionati: il 10 % sulla parte eccedente i 75mila euro lordi, non il 5% sulla parte eccedente i 150 mila come vuole il governo; oppure il 5% sull’intero importo oltre i 100mila; risparmi destinati a servizio civile e tirocini formativi per giovani;
  • 2. un contributo di solidarietà per i pensionati baby (5% sulla parte eccedente la pensione minima); risparmi destinati a servizio civile e tirocini formativi per giovani;
  • 3. un contributo di solidarietà per i percettori di pensioni di reversibilità (innalzamento del 5% della percentuale di abbattimento della pensione oltre la soglia di tre volte il minimo); risparmi destinati a servizio civile e tirocini formativi per giovani;
  • 4. l’accertamento preventivo della condizione patrimoniale e reddituale dei beneficiari delle pensioni sociali e minime, pur con la tutela della casa di abitazione, per evitare che persone benestanti ne beneficino; risparmi destinati alla lotta alla povertà;
  • 5. la possibilità di pensionamento flessibile anticipato per le persone espulse dall’attività produttiva, senza tutele per disoccupazione o mobilità e con almeno sessantadue anni di età e trentacinque di contribuzione, oppure per le persone che hanno già ottenuto la possibilità della contribuzione volontaria. Possibilità senza oneri per lo Stato, prevedendo sull’importo della pensione un abbattimento comprensivo dell’anticipo e degli interessi;