Congiuntura

Alleanza delle cooperative: c'è fiducia nel secondo quadrimestre

6 Giugno Giu 2014 1839 06 giugno 2014

Seconda nota congiunturale dell'Alleanza delle Cooperative: alle ombre registrate nel primo quadrimentre 2014 seguiranno le luci del secondo. Cresce la fiducia in una ripresa e si prevede un prevalere delle aggregazioni

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Cooperazione21
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Seconda nota congiunturale dell'Alleanza delle Cooperative: alle ombre registrate nel primo quadrimentre 2014 seguiranno le luci del secondo. Cresce la fiducia in una ripresa e si prevede un prevalere delle aggregazioni

All'orizzonte il cielo sembra volgere al sereno, anche se i nuvoloni neri non sono completamete scomparsi. Ed è questa l'immagine che suscita la lettura della seconda nota congiunturale dell'Alleanza delle cooperative italiane (realizzata (realizzata dall’Ufficio Studi Agci, dall’Area Studi Confcooperative e dal Centro Studi Legacoop).
In pratica dopo un primo quadrimentre 2014 nel quale gli indicatori restano negativi, le cooperative credono in una ripresa per i prossimi quattro mesi. Dalla seconda nota congiunturale dell’Alleanza delle Cooperative italiane si evidenza il persistere del problema dei ritardi di pagamento e delle persistenti criticità sul fronte dell’accesso al credito. Sono ancora alte le richieste di rientro dai prestiti e notizie non positive sul saldo occupazionale. Eppure, permanendo un quadro di difficoltà del sistema Paese, aumentano le cooperativa che guardano fiduciose al secondo quadrimestre 2014.

Per quanto riguarda il primo quadrimestre 2014 in cui non si registrano segnali di ripresa: il 64,1% delle cooperative ha giudicato normale il livello della domanda interna, il 30,6% lo ha considerato basso e solo il 5,3% lo ha valutato alto. Prevalgono le indicazioni di deterioramento della dinamica congiunturale della forza lavoro occupata. Il saldo tendenzialmente negativo si manifesta sia nelle grandi imprese sia nelle Pmi (il 65,8% dei cooperatori è riuscito a mantenere stabili i livelli occupazionali, il 18,6% ha espresso indicazioni di contrazione delle risorse umane occupate, il 15,6% indica un aumento). La liquidità necessaria per far fronte alle esigenze operative risulta per lo più insufficiente, ma soprattutto non si percepiscono passi concreti nel pagamento dei debiti da parte della Pubblica Amministrazione, relativamente ai quali ben il 73,4%, non ha, di fatto, registrato alcuna variazione. Sul reperimento delle risorse finanziarie sul circuito bancario: oltre il 70% delle cooperative non registra miglioramenti sotto il profilo delle condizioni di accesso, né dal punto di vista dei tassi e dello spread, mentre il 10% ha segnalato richieste di rientro.

Rispetto alla rilevazione precedente migliora il sentiment dei cooperatori verso una ripresa in tempi brevi del Sistema Paese.
Per quanto riguarda le prospettive generali per il futuro della cooperativa, prevale, con il 49,2%, il consolidamento delle attività in essere; il 20,5%, ha espresso indicazioni volte all’espansione delle attività; il 19,6% ha segnalato come prospettiva la strada delle aggregazioni; solo il 10,7% delle cooperative ha prospettato un ridimensionamento delle attività.

Per quel che concerne il fatturato, prevalgono, sia tra le grandi cooperative sia tra le Pmi, le indicazioni positive rispetto a quelle negative (il 52,9% delle cooperative non prevede variazioni significative dei ricavi nel breve periodo, ma il 27,2% attende una crescita del fatturato, mentre solo il 19,9% prospetta una contrazione).

Le aspettative di deterioramento delle condizioni nel mercato del lavoro si attenuano: nelle grandi imprese, infatti, sono maggiori le attese di crescita occupazionale rispetto a quelle di contrazione.
Si conferma più elevato il numero di cooperative che ipotizzano di aumentare gli investimenti rispetto a quelle che ne prevedono una diminuzione Il 23,4% delle cooperative accrescerà, infatti, gli investimenti per l’anno prossimo a fronte del 17,8% che, invece, ne ridurrà la portata. La maggioranza assoluta delle cooperative, il 58,8%, manterrà stazionaria la spesa per investimenti.