INQUINAMENTO

La Bulgaria ha l'aria più inquinata dell'Unione europea

16 Gennaio Gen 2015 1824 16 gennaio 2015

Migliaia di morti all'anno, spesso bambini, la causa principale è la fitta presenza di centrali carbone, come riporta l'Osservatorio Balcani e Caucaso citando i dati della ricerca Heal. L'Italià è al quarto posto nella lista nera

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Bulgaria
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Migliaia di morti all'anno, spesso bambini, la causa principale è la fitta presenza di centrali carbone, come riporta l'Osservatorio Balcani e Caucaso citando i dati della ricerca Heal. L'Italià è al quarto posto nella lista nera

La Bulgaria ha un triste primato: è il paese con più alto inquinamento atmosferico dell’Unione europea. Lo ha sancito una ricerca di Heal, Health and Environment Alliance ente non profit europeo dedito all’analisi dell'impatto ambientale sulla salute dei cittadini della Ue. Con migliaia di morti all’anno, molti dei quali bambini, il paese dell’Est è in cima alla lista a causa degli alti valori delle polveri sottili (Pm2,5 e Pm10) cagionate soprattutto dalle centrali a carbone presenti sul proprio territorio, come riporta Nataša Stuper dell’ Osservatorio Balcani e Caucaso. L’Italia è quarta, dopo Polonia e Slovacchia, in questa lista nera.

“Lente, silenziose e invisibili, talmente piccole da poter penetrare ovunque: le polveri sottili sospese in aria ogni anno fanno migliaia di vittime in tutta Europa, in particolare in Bulgaria vanno oltre ai livelli minimi stabiliti dall’Ue e a quelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”, spiega Stuper. “Il particolato atmosferico, insieme di particelle solide e liquide generate da diversi processi di combustione, viene considerato oggi uno degli inquinanti più pericolosi delle aree urbane, perché capace di insediarsi nelle zone più profonde del corpo, provocando in poco tempo patologie acute.

Una delle principali cause dell’alta concentrazione di polveri sottili in Bulgaria sono le centrali a carbone che ogni anno emettono diverse migliaia di tonnellate di sostanze inquinanti nell’aria, rendendo la situazione sempre più critica” sottolinea la referente dell’Osservatorio Balcani e Caucaso. “La centrale termica Maritsa Iztok, situata nel villaggio di Kovachevo, nel sud-ovest del paese, rappresenta il più grande complesso energetico, non solo nazionale, ma anche dell’Europa sud-orientale. Ed è considerata anche la centrale a carbone più inquinante d’Europa. Con le sue tre stazioni a lignite, Maritsa Iztok rilascia nell’aria notevoli quantità di particolato, diossido di zolfo e ossido di azoto, quest'ultimo protagonista nella formazione dell’ozono. La pubblicazione The Unpaid Health Bill, How coal power plants make us sick indica che ogni anno in Europa ci sono circa 18.200 morti premature dovute all'aria inquinata emessa dalle centrali a carbone, 2mila delle quali si stima riguardino la Bulgaria”. Recentemente è stata annunciata la chiusura provvisoria di una delle centrali elettriche a carbone, quella di Varna, situata nel nord-est del paese, la seconda più grande della Bulgaria, di proprietà della società energetica ceca CEZ. “Le ragioni sono ovvie: causa il mancato rispetto delle norme ambientali stabilite dall'Unione europea la centrale non potrà riprendere la propria attività fino al fattivo adeguamento alle norme”.