Denuncia

Unitalsi: a Roma il 67% dei bambini disabili sono "reclusi" in casa

9 Febbraio Feb 2015 1428 09 febbraio 2015

I dati raccolti dallo sportello "Roma per tutti" promosso dall'Unitalsi di Roma tra le famiglie con figli disabili della Capitale. Il 10 febbraio a Piazza di Spagna associazioni e volontari promuovono la preghiera per gli "invisibili" della città

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Disabili Getty Im
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I dati raccolti dallo sportello "Roma per tutti" promosso dall'Unitalsi di Roma tra le famiglie con figli disabili della Capitale. Il 10 febbraio a Piazza di Spagna associazioni e volontari promuovono la preghiera per gli "invisibili" della città

Il 67% delle famiglie romane con bambini disabili definisce le barriere architettoniche una “grave piaga” della Capitale: le strade sono inadeguate come il trasporto pubblico. E come i bambini anche le persone anziane che vivono sole e le persone senza fissa dimora fanno fatica a sopravvivere a Roma. L’Unitalsi di Roma ha deciso di dare un segno di solidarietà a questo “popolo di invisibili che vive nella Capitale e per farlo, alla vigilia della XXIII Giornata mondiale del malato promuove una processione aux flambeaux con la statua pellegrina della Vergine di Lourdes dedicata in particolare ai disabili, ai malati e agli ultimi di Roma.

Nell’occasione vengono resi noti i dati raccolti dallo sportello “Roma per tutti” creato dalla Sottosezione di Roma dell’Unitalsi. Dati che si basano su un campione significativo di 1500 famiglie con bambini disabili che si sono rivolte allo sportello. Si tratta di famiglie con bambini disabili con un’età compresa tra 0 e 16 anni.

Dai dati emerge appunto che il 67 dichiara di avere le maggiori difficoltà con le barriere architettoniche, a questo occorre aggiungere – si legge in un comunicato - che nei parchi pubblici non esiste nessun gioco accessibile ad un bambino disabile o strutture dedicate. Altro aspetto poco conosciuto è che nei grandi centri commerciali non esistono aree attrezzate o baby parking per bambini disabili, spesso anche nelle grandi multisala cinematografiche.

Alla luce di questi dati denuncia Unitalsi Roma che «il 40% delle famiglie preferisce non fare uscire il proprio figlio disabile e frequenta solo ambienti familiari. Mentre il 20% affronta le barriere architettoniche e la mancanza di servizi.

Nel 78 % dei casi, sono nuclei familiari monoreddito perché la quasi totalità delle mamme ha lasciato il posto di lavoro per seguire i figli. Inoltre, il 15% delle famiglie dichiara di avere bambini con disabilità motorie e il 40% con bambini con disturbi della personalità e dell’apprendimento o con problemi di autismo. Delle famiglie intercettate dallo sportello “Roma per tutti” il 20% dichiara di avere grandi difficoltà nell’inserimento scolastico dei bambini, il 35% denuncia di avere problemi nell'ambito più strettamente sanitario dove l'accesso alle cure migliori sembra un percorso difficile per le lungaggini del sistema.

Per questo spiega Alessandro Pinna, presidente di Unitalsi Roma «Domani abbiamo deciso di dare un segno forte a tutta la città che nonostante tutte le difficoltà dimostra sempre di avere una rete di solidarietà forte. Ma con l’aggravarsi della crisi si sono moltiplicate le situazioni di disagio e di povertà e spesso non si riesce a dare risposte a tutti. Domani sarà un momento di preghiera per tutte quelle persone grandi e piccole che spesso sono invisibili nelle strade di Roma».

L’appuntamento di martedì 10 febbraio a Roma, promosso in collaborazione con l’ufficio per la Pastorale della Salute della Diocesi di Roma e l’Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede, è alle ore 18.30, all’Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede in piazza di Spagna e arriverà alla Basilica di Sant’Andrea delle Fratte, dove si terrà alle ore 19 un momento di preghiera.

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