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Finanza

L’80% degli investitori sceglie istruzione, energia e tecnologia “verde” e salute

11 Luglio Lug 2016 1458 11 luglio 2016
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È quanto risulta dall’indagine di Banca Prossima “Impact networks and opportunities in advanced economies" realizzata da Global Impact Solutions Today e pubblicata dal Financial Times

L’investimento di impatto, che mira a ottenere rendimenti positivi sia dal punto di vista finanziario che da quello sociale e ambientale, è sempre più praticato dalle famiglie con grandi ricchezze. È quanto risulta dall’indagine “Impact networks and opportunities in advanced economies” presentata oggi a Milano nel salone di Banca Prossima, la banca del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicata al nonprofit laico e religioso.

La ricerca, realizzata da GIST - Global Impact Solutions Today e pubblicata dal Financial Times, è condotta su 182 intervistati, tra family offices e fondazioni di famiglia. Lo studio conferma per il 2015 il trend emerso negli anni precedenti: filantropia e investimento d'impatto, fra le famiglie ricche, sono sempre più importanti. Oltre l'80% del campione pratica l’una o l’altro o entrambi.

Rispetto agli anni precedenti si osservano due differenze principali: uno spostamento dell’attenzione degli investitori verso le organizzazioni in fase di crescita e non più di start up e un aumento dell’importanza degli obiettivi sociali rispetto a quelli finanziari. Nonostante ciò la maggioranza degli investitori afferma di avere ottenuto rendimenti positivi e non trascurabili (in media intorno al 5%).

Gli strumenti con cui l'investimento d'impatto si realizza sono fondi (circa 60%), azioni (circa 55% più 35% di strumenti ibridi) o forme di debito (circa 25%); i temi d'investimento principali sono l'istruzione (55%), l’energia e la tecnologia "verdi" (40%) e la salute (35%).

In Italia, eccetto alcuni noti casi di famiglie che investono con un obiettivo sociale, non sono disponibili informazioni sistematiche sul fenomeno. Sono tuttavia presenti alcuni operatori istituzionali che investono nel debito - è il caso di Banca Prossima - oppure nel capitale di imprese sociali, intese in senso ampio, come fondi e fondazioni che praticano il venture capital sociale e la venture philanthropy.