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Mettiamoci in gioco: «Basta marketing per promuovere l'azzardo sui territori!»

22 Settembre Set 2016 1028 22 settembre 2016
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Ferma presa di posizione contro Lottomatica del cartello guidato da don Zappolini: «siamo interdetti per l'iniziativa del concessionario. Subito divieto assoluto pubblicità diretta e indiretta». A indignare è la campagna "Il gioco più tuo tour", promossa anche sul sito del Ministero dei Beni Culturali

Mettiamoci in gioco, la campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo, mette in guardia istituzioni e cittadini rispetto all’iniziativa promossa da Lottomatica “Il Gioco più tuo in tour”. La manifestazione che il Gioco del Lotto ha ideato per celebrare il proprio (presunto) legame con l’Italia animerà le 10 città corrispondenti alle ruote (Firenze, Torino, Milano, Roma, Napoli, Bari, Venezia, Genova, Palermo, Cagliari), con appuntamenti di arte, musica, intrattenimento. «Che una città diventi “più tua” grazie al gioco d’azzardo lascia davvero interdetti», è il commento di Mettiamoci in gioco.

In un momento di grande pressione dell’opinione pubblica in favore della regolamentazione del gioco d’azzardo non sorprendono certo iniziative di marketing che mirano a dare un’immagine positiva e distorta del fenomeno. “Mettiamoci in gioco” invita, perciò, tutti i cittadini e le istituzioni a non cadere nella trappola: «qualche spettacolo musicale o il restauro di un monumento non possono far dimenticare i gravi e numerosi danni sociali e sanitari prodotti dal gioco d’azzardo e, dunque, l’esigenza imprescindibile di ridurre realmente l’offerta dell’azzardo nel nostro paese attraverso regole stringenti, soggette a verifiche rigorose. E la prima di queste regole dovrebbe essere proprio il divieto assoluto della pubblicità del gioco d’azzardo».

La campagna di Lottomatica - brand di Igt-GTech, società del gruppo De Agostini - è stata lanciata a giugno trovando acritico spazio anche sul sito del Ministero dei Beni Culturali. Per Mettiamoci in gioco e per tutto il fronte antiazzardo è ora di dire basta con sponsorizzazioni e pubblicità, diretta, indiretta o "di scopo" che sia. Il resto, diceva sant'Agostino, è farina del diavolo.