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Nazioni Unite

Flavia Bustreo in corsa per l’OMS: “nel mio programma salute e diritto per tutti”

28 Settembre Set 2016 0101 27 settembre 2016
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Per la prima volta, una candidata italiana corre per dirigere l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Si chiama Flavia Bustreo, Vice Direttore Generale Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini presso l'OMS dal 2010 ed è attualmente anche Vice Presidente del Consiglio di Gavi, l’Alleanza per i Vaccini

Una bella notizia per l’Italia. Per la prima volta una candidata italiana e per la prima volta una donna italiana corre per la più importante posizione dell’OMS. Alla fine di una settimana ministeriale che ha visto l’Italia impegnata su tanti fronti in cui ha potuto far valere il suo specifico know how – dalle migrazioni alla lotta contro violenza sulle donne, la nutrizione, la cultura con l’UNESCO – Flavia Bustreo a New York e’ soddisfatta e onorata per l’annuncio venuto (la scorsa settimana, ndr) dal quartier generale di Ginevra che la vede candidata ufficiale del governo italiano alla successione di Margaret Chan.

“E’ una bella sfida e un impegno enorme perché la salute globale e’ un problema che riguarda tutti, a tutti livelli, su questioni come la copertura universale, la salute di donne e bambini, la salute vista non come costo ma come veicolo che crea occupazione”, ha detto la Bustreo a OnuItalia che l’ha incontrata a conclusione di una settimana fitta di incontri ai margini dei lavori del Palazzo di Vetro.

E’ una bella sfida e un impegno enorme perché la salute globale e’ un problema che riguarda tutti, a tutti livelli, su questioni come la copertura universale, la salute di donne e bambini, la salute vista non come costo ma come veicolo che crea occupazione.

Flavia Bustreo

Pur essendo fuori d’Italia dal 1993, la Bustreo ha l’Italia in mente per la piattaforma elettorale che verra’ sottoposta a partire da novembre agli stati membri dell’organizzazione di cui dal 2010 e’ vice-direttore generale: “In fatto di salute abbiamo molto da dire. Il diritto alla salute e’ scritto nella Costituzione italiana dal 1948. Dal 1978, con la riforma sanitaria, tutti i cittadini hanno il diritto all’assistenza sanitaria senza esclusioni legate a motivi economici o sociali”.

Un altro punto chiave su cui, a suo avviso, l’OMS dovrebbe impegnarsi di più nei prossimi anni e’ la sorveglianza capillare delle nuove emergenze: “Ebola e’ stata una lezione importante, ma non c’e’ solo Ebola, da Zika ai problemi posti dai grandi flussi migratori, l’organizzazione deve cambiare il suo modo di pensare: da agenzia normativa, che scrive linee guida, a squadra in grado di provvedere risposte sul territorio o ad accompagnare i paesi quando ci sono emergenze. Per questo serve una sorveglianza attiva e capillare e una spinta a tutti i paesi a collaborare e a condividere informazioni”.

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Foto di copertina: Getty Images/F. Coffrini