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#foodinnovation

Il superMercato del futuro

3 Agosto Ago 2017 1630 03 agosto 2017
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Coop a Milano ha realizzato il prototipo ideato da Carlo Ratti per Expo 2015. L'intervista al presidente di Coop Italia Marco Pedroni sul numero del magazine in distribuzione

Non serve la macchina del tempo per “fare la spesa del domani”. Basta andare al Bicocca Village di Milano dove il prototipo del supermercato del futuro progettato da Carlo Ratti per Expo 2015 da circa 7 mesi è diventato un supermercato del presente a marchio Coop firmato da Inres (il consorzio di progettazione di Coop). Un ritorno al futuro che, come spiega in questa intervista il presidente di Coop Italia Marco Pedroni è figlio di una strategia industriale e di un’esperienza che in casa Coop da anni lega l’innovazione alla tradizione del fair trade e del food etico.


Marco Pedroni

Qual è la differenza fra il supermercato del futuro della Bicocca e un qualsiasi supermercato del presente?
Stiamo parlando di un polo di mille metri quadrati di superficie di vendita, 6mila prodotti con molto take away, freschi e freschissimi; segna il ritorno dei tavoli interattivi, che richiamano i banchi del mercato, con la tecnologia delle vele che attraverso 54 monitor è in grado di presentare un’“etichetta aumentata” dei prodotti. Con il gesto della mano verso il prodotto è possibile leggere sugli schermi indicazioni che vanno al di là di quanto riportato in etichetta: informazioni su origine delle materie prime, istruzioni per lo smaltimento, informazioni alimentari accessorie e promozioni in corso. Ai tavoli interattivi si aggiungono 46 totem-touch dotati di scanner per visualizzare le informazioni di tutti i prodotti in vendita, indipendentemente dalla loro collocazione. Il grande DataViz posto all’estremità opposta rispetto alla barriera casse poi con i suoi 20 metri di lunghezza rappresenta in tempo reale sia i dati raccolti all’interno del punto vendita (i prodotti con cui stanno interagendo i consumatori, la hit-list dei prodotti più venduti, ecc.) sia i dati e i contenuti provenienti dalla community Coop in materia di sicurezza, eticità e convenienza.

È un luogo aperto dove persone e prodotti possono interagire

Con il meccanismo dei tavoli interattivi, c’è un richiamo diretto ai banchi dei “vecchi” mercati di strada. Perché questa scelta? Cosa avete voluto recuperare della logica dei mercati all’aperto?
L’eliminazione delle barriere verticali disegna un paesaggio orizzontale che favorisce il contatto e la relazione, creando un’area di libero scambio, uno spazio per il “baratto” delle idee. Non ci piace pensare al supermercato come ad un luogo chiuso, non è questo che ci chiedono i nostri soci e consumatori, bensì un contesto aperto dove interagire fra le persone e fra le persone e i prodotti.

Il livello dei prezzi è analogo a quello degli altri vostri supermercati?
Sì. Non ci sono diversità di prezzo fra questo format di supermercato e gli altri di Coop Lombardia che lo gestisce direttamente

Quali vantaggi competitivi vi aspettate da questa modello?
Tra i consumatori italiani negli ultimi anni c’è voglia di sperimentare e si premia chi propone novità: i punti vendita considerati innovativi hanno registrato una performance superiore di 8 volte alla media del mercato (dati Rapporto Coop 2016).

In Italia avete altre esperienze di questo genere?
Il supermercato del futuro milanese si innesta all’interno di un percorso Coop di sperimentazione di diversi modelli di vendita a seconda dei contesti di insedia- mento tra cui vorrei citare: l’apertura a Torino a fine 2015 del format “Fiorfood” dove l’eccellenza gastronomica si fonde con l’offerta di prodotti a marchio Coop…


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