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Editoria

Una guida imprescindibile al nuovo codice del Terzo settore

7 Novembre Nov 2017 1145 07 novembre 2017
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Il commentario a cura di Alessandro Mazzullo, docente alla Scuola Superiore di Economia e Finanze del Mef, che analizza e commenta il testo della riforma articolo per articolo. Edito da Giappichelli editore e scontato per i lettori di VITA

Alessandro Mazzullo

Diciamolo subito, la tempestività con cui esce questo commentario al Codice del Terzo settore (Profili civilistici e tributari, recita il sottotitolo) non penalizza la profondità, l’accuratezza dell’analisi articolo per articolo (ben 104), tema dopo tema, e neppure svilisce il susseguirsi, direi appassionato e perciò, pur nell’obbligato tecnicismo, leggibilissimo, del commento.

Del resto, Alessandro Mazzullo, oggi docente alla Scuola Superiore di Economia e Finanze del Mef, è dal 2012 che accompagna i ragionamenti generali ed anche tributari sulla necessità di una Riforma organica del Terzo settore, dapprima in Bocconi, poi in numerosi seminari fino ai gruppi di lavoro che hanno elaborato il testo della Riforma e dei decreti legislativi conseguenti.

Mazzullo, pur avendo partecipato ai lavori di approfondimento e di stesura dei testi, non si sottrae neppure alle osservazioni critiche e all’individuazione dei nodi ancora da sciogliere sia pur mettendo in fila le scelte radicali e rilevanti che la Riforma compie.

“Il nuovo Codice del Terzo settore” di Alessandro Mazzullo. Giappichelli editore. Pp 319, 35 euro

Tra i tanti nodi uno e su tutti. La Riforma, giustamente secondo l’autore, compie un importante passo avanti potenziando l’impresa sociale e riconoscendo agli Enti di Terzo Settore la possibilità di svolgere anche attività di impresa per sostenere economicamente le proprie finalità di pubblica utilità. Ma al contempo stabilisce limiti di secondarietà e strumentalità che rischiano di frenare la potenzialità produttiva e imprenditoriale dell’economia sociale. Limiti civilistici a cui poi si aggiungono quelli fiscali perché gli ETS restano dentro il perenne nodo scorsoi del binomio enti commerciali – enti non commerciali che la Riforma non ha avuto il coraggio di sciogliere.

Il libro di Mazzullo è ricchissimo di note, schemi, commenti sull’importante e nuovo corpus normativo a cui il legislatore ha scelto di dedicare un Codice di settore. Sinceramente, se mi dovessi trovare nel non invidiabile compito di dover scrivere i tanti decreti attuativi che spettano ora al legislatore, mi munirei di un quaderno di appunti studierei il libro di Mazzullo pieno di suggerimenti in proposito. Speriamo che vada così.

Segnaliamo che l’Editore, qualora possiate ritenere la pubblicazione di vostro interesse, riconoscerà a tutti i nostri lettori un sconto per l’acquisto del volume.

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