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Il caso

A chi chiede aiuto il Comune di Sesto risponde con il fermo

25 Maggio Mag 2018 1119 25 maggio 2018
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Avevamo raccontato la vicenda della famiglia (genitori e tre figli) che, sfrattata dalla propria abitazione, era stata raccolta da un privato cittadino in Stazione Garibaldi a Milano. Dopo una settimana e diversi dialoghi con le istituzioni locali l'esito è un fermo al padre per clandestinità e un appuntamento in Questura per regolarizzare la propria posizione fra un anno. E intanto ad occuparsi del nucleo è la solidarietà di privati cittadini

Eravamo rimasti che la famiglia di Mohamed e Ramona, raccolta da Ruben Lopez in stazione Garibaldi a Milano, aveva trovato una sistemazione provvisoria a casa di Maddalena, una ragazza milanese di 28 anni che gli aveva aperto le porte di casa propria.

Ed è da qui che ricominciamo il racconto per ripercorrere gli ultimi sette giorni di questa Odissea. «Sono stati da Maddalena una settimana», racconta Ruben, «il problema era che essendo a Lambrate portare ogni giorno, senza mezzi, i bambini a scuola a Sesto era complicatissimo. Quindi nel frattempo ci siamo attivati per cercare una soluzione più stabile e vicina a Sesto San Giovanni».

Mentre questa macchina di solidarietà informale si mette in moto per trovare soluzioni, possibilità e futuro per questa famiglia però Ruben si scontra con il muro della burocrazia del Comune di Sesto.

«Venerdì scorso siamo andati in via Benedetto Croce a Sesto per fare richiesta per una casa al Comune», spiega Ruben che si reca a sbrigare queste pratiche burocratiche facendosi accompaganre da un avvocato. «Una volta sul posto però non ci hanno voluto ascoltare. Non avevamo un appuntamento e non c'è stato verso di far capire a questi burocrati che era una situazione drammatica. Solo la presenza dell'avvocato, che si è attaccato al telefono, ci ha permesso di fissare un appuntamento martedì 22 agli uffici comunali. Ero molto contento perché sembrava che finalmente qualcosa si stava muovendo».

Ruben non sa che invece sarà solo l'inizio di un susseguirsi di avvenimenti surreali.

«Martedì come da accordi siamo andati in Comune con tutti i documenti. A quel punto però l'Amministrazione ha sostenuto che la famiglia aveva perso la residenza. Io non so neanche come sia possibile perdere la residenza. Ma a quanto pare c'è questa eventualità», commenta amaro Ruben. A quanto pare al Comune c'è irritazione sia per l'insistenza di questo ragazzo spagnolo che per l'eco che questa vicenda sta avendo, anche sui media. «La persona con cui ho parlato al telefono, l'assessore Roberta Pizzochera mi ha trattato malissimo (Raffaella) alzando la voce e accusandomi di usare i bambini per fare politica», spiega Ruben esterefatto, «Quello che mi sembra incredibile è che qui abbiamo una famiglia per strada dal 7 maggio scorso e nessuno se ne occupa, a nessuno interessa e tutto quello che importa sono cavilli burocratici assurdi o risposte fuori dal mondo».

Ma il vero colpo di scena deve ancora arrivare. Perché dopo tutto questo il Comune comunica a Ruben che Mohamed è clandestino. «Io all'inzio sono rimasto interdetto. Stiamo parlando di uomo sposato regolarmente con una persona comunitaria. Quindi non riuscivo a capire come si potesse sostenere una tesi del genere». Il motivo per cui Mohamed risulta clandestino è che il suo matrimonio non è stato registrato in Romania. «Lo hanno fermato e portato prima in Questura a Sesto, poi a Milano», aggiunge Ruben che spiega: «Non c'è dubbio che sia stato un pirla. Non ha fatto gli adempimenti che avrebbe dovuto. Non si discute. Ma queste due persone sono sposate da 12 anni. Stiamo costringendo una famiglia a mandare una figlia a Cremona, a dormire per strada, a perdere tutto. Stiamo lasciando una madre sola con due figli perché, per un cavillo, il padre viene fermato. È incredibile».

Il documento consegnato a Mohamed

Un matrimonio di 12 anni da registrare. Sarebbe questa la montagna insormantabile per questa famiglia. Come chiunque penserebbe anche Ruben immagina che basti andare nell'ufficio preposto con i documenti e, dopo l'attesa necessaria, regolarizzare la propria posizione. Una faccenda burocratica da mezza giornata.

E invece no. «Il padre ha ricevuto un foglio in cui è convocato in Questura a Sesto per mettersi in regola. L'appuntamento è stato fissato per il 23 maggio 2019, fra un anno. Cosa farannop queste persone nei prossimi 12 mesi secondo il Comune di Sesto San Giovanni non è dato saperlo», sottolinea amaro Ruben.

Intanto però con Maddalena Ruben ha fatto una raccolta fondi per con cui sono stati racimolati 2mila euro. «Questi soldi ci permettono di mettere la famiglia in albergo mentree cerchiamo un appartamento in affitto, da intestare a Ramona. La famiglia naturalmente di Sesto ora ha paura, anche se le scuole sono buonissime e i professori bravissimi», conclude Ruben.


Vita.it ha provato più volte a contattare i responsabili del Comune di Sesto San Giovanni, sia via telefono che via mail. Al momento però siamo ancora in attesa di una risposta

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